René Magritte

René Magritte
Lothar Wolleh, CC BY-SA 3.0

Il maestro dell'enigma surrealista.

Magritte dipinse oggetti quotidiani in contesti impossibili con uno stile freddo e nitido. Voleva farci dubitare delle immagini e delle parole.

René Magritte nacque nel 1898 a Lessines, in Belgio. Quando aveva tredici anni la madre si tolse la vita annegandosi nel fiume Sambre. Il racconto secondo cui egli l'avrebbe vista ripescare dall'acqua con la camicia da notte sul volto ricorre spesso ma è incerto. Studiò all'Accademia di belle arti di Bruxelles e per lungo tempo si mantenne come disegnatore di carte da parati e grafico pubblicitario. Nel 1922 sposò Georgette Berger, che fu per tutta la vita sua compagna e modella.

L'incontro con la pittura metafisica di Giorgio de Chirico intorno al 1923 gli indicò la strada. Divenne la figura guida del surrealismo belga e dal 1927 al 1930 visse a Parigi, dove frequentò André Breton e gli altri surrealisti. Non vi si trovò però a suo agio e tornò a Bruxelles, dove condusse una vita borghese in completo e bombetta, gli stessi abiti indossati dalle sue celebri figure.

Magritte non dipingeva i sogni nel modo sfrenato di Dalí. Il suo stile è oggettivo, quasi da pubblicità o da illustrazione scolastica, ma gli oggetti sono collocati in contesti impossibili. Il tradimento delle immagini del 1929, una pipa con la scritta «Questa non è una pipa», si trova al Los Angeles County Museum of Art. Il punto è che l'immagine di una pipa non è una pipa. La condizione umana del 1933, un dipinto su un cavalletto davanti a una finestra, è alla National Gallery of Art di Washington.

Altre immagini celebri sono L'impero delle luci, una serie degli anni Cinquanta con una casa immersa nel buio della notte sotto un cielo diurno luminoso, Golconda del 1953, con uomini in bombetta che fluttuano come pioggia, e Il figlio dell'uomo del 1964, in cui una mela nasconde un volto. Durante e dopo la seconda guerra mondiale sperimentò per un periodo una pittura più luminosa, impressionista, e poi una deliberatamente volgare, ma tornò al suo stile limpido.

Magritte morì nel 1967 a Bruxelles, dove nel 2009 è stato inaugurato il Museo Magritte. Il suo modo di giocare con il rapporto tra immagine, parola e realtà ebbe una grande influenza sulla pop art e sull'arte concettuale, e i suoi motivi sono stati ripresi in abbondanza dalla pubblicità, dalle copertine di dischi e dal cinema.