Il corteo funebre di Carlo XII
Soldati carolini trasportano il feretro del re caduto attraverso le montagne norvegesi nel 1718. Cederström dipinse una prima versione nel 1878 e una seconda nel 1884. Il quadro divenne uno dei dipinti storici più famosi della Svezia.
Il corteo avanza in diagonale nella neve e guida lo sguardo verso il re: il dolore si legge negli atteggiamenti, non nei volti.
Gustaf Cederström nacque nel 1845 e fu ufficiale prima di scegliere l’arte. Si formò a Düsseldorf e a Parigi e divenne uno dei più famosi pittori di storia svedesi. Dipinse Il corteo funebre di Carlo XII una prima volta nel 1878. Una seconda versione, più grande, fu completata nel 1884 e appartiene oggi al Nationalmuseum. Il suo passato militare si riflette nell’interesse per soldati, uniformi e armi.
Carlo XII cadde il 30 novembre 1718 durante l’assedio della fortezza di Fredriksten, presso Halden, in Norvegia. Fu colpito alla testa da un proiettile, e le circostanze della sua morte sono discusse da allora. Il suo corpo fu riportato in Svezia e in seguito sepolto nella Riddarholmskyrkan di Stoccolma. L’ultima campagna contro la Norvegia fu interrotta dopo la sua morte.
Il dipinto mostra soldati carolini che portano la barella del re attraverso un paesaggio montano innevato. La barella è coperta da un drappo e gli uomini la portano sulle spalle. Davanti e dietro avanzano soldati e ufficiali a capo chino. Il paesaggio è brullo e il cielo pesante e grigio. In realtà il feretro fu trasportato dalla Norvegia a Uddevalla, e l’ambientazione drammatica tra le montagne va intesa come una scelta artistica. Gli uomini appaiono stanchi e infreddoliti, e la neve è alta intorno ai loro piedi.
La composizione si basa su una diagonale che conduce lo sguardo attraverso la neve verso la barella. Il dolore si esprime negli atteggiamenti, nell’andatura e nel silenzio, più che in gesti drammatici. La gamma cromatica è smorzata, con il bianco, il grigio e le uniformi scure. Cederström curò con attenzione dettagli come uniformi e armi, secondo le esigenze di esattezza storica dell’epoca. Il corteo sembra emergere dal fondo del quadro e proseguire oltre l’osservatore.
Nell’Ottocento crebbe un forte culto nazionale di Carlo XII, che divenne un simbolo dell’epoca della grande potenza svedese e dell’eroismo. Gli furono dedicate poesie, e la statua nel Kungsträdgården di Stoccolma fu eretta nel 1868. Il dipinto di Cederström si inseriva in questo clima. Non mostrava la vittoria, ma la perdita e la fine di un’epoca. Poco più tardi, negli anni Novanta dell’Ottocento, Verner von Heidenstam pubblicò la raccolta di racconti I carolini, dedicata al re e ai suoi soldati.
La prima versione del 1878 divenne subito famosa e fece di Cederström uno degli artisti svedesi più apprezzati del suo tempo. La seconda versione fu poi diffusa in innumerevoli riproduzioni e appesa in scuole e case di tutta la Svezia. Contribuì a plasmare l’immagine di Carlo XII per diverse generazioni.
Il dipinto è stato in seguito messo in discussione per la sua esaltazione eroica del re e della guerra. Mostra comunque come la pittura di storia abbia plasmato l’immagine che una nazione aveva di sé. Cederström divenne poi professore all’Accademia di belle arti. Il corteo funebre di Carlo XII resta uno dei dipinti storici svedesi più famosi.