Non-Violence

Una rivoltella con la canna annodata. Reuterswärd la realizzò dopo l’assassinio dell’amico John Lennon nel 1980. Dal 1988 una versione si trova davanti alla sede dell’ONU a New York.

Un solo gesto rende l’arma inservibile e l’immagine comprensibile ovunque, senza parole.

Carl Fredrik Reuterswärd realizzò Non-Violence dopo l’assassinio di John Lennon a New York nel dicembre 1980. Lennon era amico di Reuterswärd, e l’omicidio con una rivoltella lo colpì profondamente. Reuterswärd, nato nel 1934, era un artista e poeta svedese che lavorava con scultura, pittura, grafica e arte laser. Da tempo viveva in parte all’estero.

La scultura raffigura una grande rivoltella con la canna annodata. La rivoltella riprende un modello reale, una Colt Python, ma ingrandita. Il nodo rende l’arma inservibile. È un’immagine semplice e diretta, e non serve conoscere alcuna lingua per capirne il messaggio.

La composizione si basa su un’unica idea. La rivoltella è resa in modo realistico, con tamburo, grilletto e calcio. L’unico elemento anomalo è la canna morbidamente annodata. Il contrasto tra la durezza dell’arma e la morbidezza del nodo crea la tensione. La canna punta in alto e all’indietro, lontano dall’osservatore. La forma ricorda i fumetti, in cui gli oggetti possono piegarsi e annodarsi in modi impossibili nella realtà. L’idea giocosa rende ancora più evidente la serietà del messaggio.

La scultura esiste in diversi esemplari e materiali. La più famosa è in bronzo e si trova davanti alla sede dell’ONU a New York; fu donata alle Nazioni Unite nel 1988 dal governo del Lussemburgo. Altri esemplari sono stati collocati in città di tutto il mondo, tra cui Malmö e Losanna, in Svizzera. La collocazione presso l’ONU fa sì che la scultura sia vista da delegati e visitatori di tutto il mondo, il che si addice al messaggio.

L’opera è diventata un simbolo del movimento pacifista e della lotta contro la violenza armata. L’idea che un’arma si possa «annodare» è stata interpretata come l’espressione della possibilità di fermare la violenza. La scultura è stata usata in campagne contro le armi e in percorsi educativi sulla risoluzione dei conflitti. Intorno all’opera è nata una fondazione che promuove programmi per i giovani sulla non violenza.

Reuterswärd era noto per lavorare con simboli semplici ed efficaci. Da tempo si interessava di parole, segni e comunicazione visiva, e aveva realizzato opere con la luce e il laser. Non-Violence è la sua opera più famosa e ha reso il suo nome noto ben oltre il mondo dell’arte.

La scultura mostra che l’arte pubblica può entrare nel dibattito politico. È usata su francobolli e manifesti e nelle campagne per la pace. È anche un esempio di come un’opera d’arte possa acquistare una vita propria al di là delle intenzioni dell’artista, e di come un’immagine semplice possa diventare riconoscibile a livello internazionale. Reuterswärd morì nel 2016.