Sedia rossa e blu
Una sedia come un Mondrian tridimensionale: assi e listelli che si incrociano senza unirsi. I colori arrivarono qualche anno dopo la prima versione.
I listelli terminano con estremità gialle: sembrano proseguire nello spazio.
Gerrit Rietveld fu un ebanista e architetto olandese di Utrecht. Realizzò la prima versione della sedia intorno al 1917–1918, quando era ancora non dipinta. Poco dopo entrò in contatto con gli artisti di De Stijl, un movimento fondato tra gli altri da Theo van Doesburg e Piet Mondrian. La versione colorata, diventata la più famosa, nacque all’inizio degli anni Venti del Novecento. Rietveld aveva imparato il mestiere nella bottega di mobili del padre e non aveva una formazione accademica da architetto.
La sedia è composta da assi e listelli diritti che si incrociano. Lo schienale è una lastra rossa e la seduta una blu. Il telaio è nero, e le estremità dei listelli sono dipinte di giallo. Nei punti di incrocio i listelli si oltrepassano, così da sembrare sospesi. Non ci sono decorazioni né forme curve.
La forma è costruita con semplici elementi geometrici. Lo schienale è inclinato all’indietro, e la seduta scende verso il retro. La sedia appare come una versione tridimensionale dei dipinti di Mondrian, con linee rette e colori puri. Doveva mostrare come lo spazio possa essere suddiviso da linee e superfici senza essere chiuso.
La sedia è realizzata in legno di misure standard, pensato per renderla facile da produrre. Le parti sono unite con spinotti e viti. Rietveld voleva dimostrare che i mobili potevano essere fabbricati con elementi semplici e industriali. In pratica, la maggior parte degli esemplari fu fatta a mano nella sua bottega. Le misure corrispondevano al comune legname in commercio, e in linea di principio chiunque avrebbe potuto tagliare i pezzi.
La sedia è stata interpretata come un manifesto delle idee di De Stijl: eliminare tutto il superfluo e raggiungere un’armonia universale attraverso forme e colori fondamentali. È stata criticata perché scomoda, e lo stesso Rietveld sottolineava che si trattava di un esperimento sulla forma e sullo spazio più che di una normale seduta.
In seguito Rietveld divenne famoso come architetto. Nel 1924 progettò con Truus Schröder la Casa Rietveld Schröder a Utrecht, costruita secondo gli stessi principi della sedia e oggi Patrimonio dell’umanità. Disegnò anche altri mobili, come la sedia Zig-Zag degli anni Trenta. Negli anni Cinquanta progettò, tra l’altro, il padiglione dei Paesi Bassi alla Biennale di Venezia.
La Sedia rossa e blu è oggi un’icona del design moderno. Si trova in molti musei, tra cui lo Stedelijk Museum di Amsterdam, ed è ancora prodotta su licenza da un’azienda italiana di mobili. Ha ispirato architetti e designer e mostra quanto arte e design possano essere vicini.