Semi di girasole
Un pavimento coperto di semi di porcellana dipinti a mano, realizzati da circa 1 600 artigiani di Jingdezhen. L’opera parla della massa e dell’individuo.
Da lontano è una distesa grigia; da vicino si vede che ogni seme è unico.
Ai Weiwei presentò Semi di girasole nella Turbine Hall della Tate Modern di Londra nel 2010. La Turbine Hall è un immenso spazio espositivo in un’ex centrale elettrica, e ogni anno un artista veniva invitato a realizzarvi un’opera. Ai Weiwei, nato nel 1957, è figlio del poeta Ai Qing, mandato al confino alla fine degli anni Cinquanta, e crebbe in parte in esilio. Negli anni Ottanta visse a New York e divenne poi uno degli artisti e dei critici del regime più noti della Cina.
L’opera è composta da circa 100 milioni di piccoli semi di porcellana che sembrano semi di girasole. Coprivano il pavimento di gran parte della sala, formando una superficie grigia. Da lontano sembra una massa omogenea, ma ogni seme è unico. I semi hanno tratti neri e bianchi che imitano quelli dei veri semi di girasole.
La composizione è semplice: una grande superficie piatta di semi. Non c’è un punto focale né una gerarchia. Ogni seme è ugualmente importante, ma al tempo stesso scompare nella massa. Il contrasto tra l’individuo e la massa è il nucleo dell’opera. Lo strato era profondo circa dieci centimetri e copriva circa mille metri quadrati del pavimento della sala.
I semi furono fatti a mano da circa 1 600 artigiani della città di Jingdezhen, il centro della porcellana cinese. Ogni seme veniva modellato, cotto, dipinto con poche pennellate e cotto di nuovo. Il lavoro richiese diversi anni. L’opera diede lavoro a molti artigiani e mise in mostra una tradizione secolare. Era al tempo stesso un commento all’idea della Cina come fabbrica del mondo, dove le merci si producono in serie.
I semi di girasole hanno un significato particolare in Cina. Durante la Rivoluzione culturale il presidente Mao era spesso raffigurato come il sole e il popolo come girasoli rivolti verso di lui. Ai Weiwei ha anche raccontato che i semi di girasole erano uno spuntino comune che si condivideva, anche nei tempi di povertà. L’opera è stata interpretata come un commento sulla libertà, sull’individualità e sulla collettività.
All’inizio i visitatori potevano camminare sui semi, sdraiarvisi e toccarli. Dopo pochi giorni la superficie fu chiusa, perché si formava una polvere di porcellana che poteva essere nociva se inalata. Da allora i visitatori poterono soltanto guardare dal bordo. L’anno seguente Ai Weiwei fu arrestato dalle autorità cinesi e detenuto per 81 giorni senza capi d’accusa, suscitando critiche internazionali.
La Tate acquisì in seguito una parte dei semi, circa otto milioni. Quantità minori sono state vendute anche all’asta. L’opera è diventata una delle installazioni più famose della Turbine Hall e un simbolo dell’arte di Ai Weiwei, che unisce artigianato tradizionale, questioni politiche e idee su vasta scala. Oggi Ai Weiwei vive fuori dalla Cina.