Notte stellata

Notte stellata, Vincent van Gogh
Vincent van Gogh, Public domain

La vista dalla finestra di Van Gogh nell'ospedale psichiatrico di Saint-Rémy, in parte a memoria. Il cielo vortica, il cipresso divampa e il villaggio dorme.

Le pennellate seguono le forme e creano movimento: il cielo è dipinto come una forza viva.

Nel maggio 1889 Vincent van Gogh si fece ricoverare volontariamente nell'ospedale psichiatrico di Saint-Paul-de-Mausole a Saint-Rémy-de-Provence. Aveva avuto diverse gravi crisi ad Arles. All'ospedale ottenne una camera con vista su un campo di grano recintato e sulle colline al di là, oltre a una stanza in più per dipingere. Notte stellata fu dipinta nel giugno 1889.

Van Gogh non poteva dipingere nella sua camera da letto. Fece schizzi della vista e dipinse il quadro di giorno nella stanza adibita a studio. Il cielo notturno è dunque in parte frutto di memoria e fantasia. Il villaggio in basso non si vedeva dalla sua finestra, e il campanile ricorda più le chiese olandesi che quelle provenzali. In una lettera al fratello Theo raccontò di aver visto il paesaggio prima dell'alba, con la stella del mattino che sembrava molto grande. Dipinse la vista dall'ospedale molte volte, in diverse ore del giorno e con tempo diverso.

Il cielo è pieno di movimento vorticoso. Le stelle brillano come cerchi gialli e bianchi circondati da aloni di luce. A destra splende una falce di luna. Grandi spirali si snodano nel cielo. La stella luminosa vicino all'orizzonte è stata spesso identificata con il pianeta Venere, visibile all'alba in quel periodo. Il cielo occupa gran parte del quadro, e sotto di esso il paesaggio si fa piccolo.

In primo piano a sinistra si erge un cipresso scuro, come una fiamma contro il cielo. Nei paesi mediterranei i cipressi erano associati alla morte e ai cimiteri, ma Van Gogh li ammirava per la loro forma e scrisse che erano belli come obelischi egizi. Il piccolo villaggio riposa tranquillo sotto il cielo, con le finestre illuminate.

Le pennellate sono evidenti e seguono le forme: in cerchi intorno alle stelle, a onde nel cielo, verso l'alto nel cipresso. Dominano il blu profondo e il giallo. Il contrasto tra il movimento del cielo e la quiete del villaggio è il cuore del quadro. Van Gogh stesso era incerto sul risultato e nelle lettere accennò al dipinto solo brevemente e in modo piuttosto critico. Il quadro è a olio su tela e misura circa 74 per 92 centimetri.

Van Gogh morì nel luglio 1890 ad Auvers-sur-Oise. Notte stellata rimase alla famiglia e fu venduta in seguito. Nel 1941 fu acquistata dal Museum of Modern Art di New York, dove è esposta da allora ed è l'opera più celebre del museo.

Il quadro è diventato uno dei dipinti più famosi del mondo. È stato interpretato come espressione dello stato d'animo di Van Gogh, della sua religiosità e del suo sogno di eternità; queste letture vanno fatte con cautela. Nel 1971 il cantante Don McLean scrisse la sua celebre canzone Vincent, che si apre con un riferimento al quadro. È diventato simbolo tanto del genio artistico quanto della malattia mentale.