I dieci più grandi, n. 7, Età adulta

I dieci più grandi, n. 7, Età adulta, Hilma af Klint
Hilma af Klint, Public domain

Uno di dieci dipinti giganteschi sulle età della vita, realizzati nel 1907. Hilma af Klint dipinse opere astratte diversi anni prima di Kandinskij, ma quasi non le espose mai in pubblico.

Spirali, forme floreali e lettere: un universo di immagini simboliche, non una rappresentazione.

Hilma af Klint dipinse I dieci più grandi nell'autunno del 1907. Si era formata all'Accademia di belle arti di Stoccolma e si manteneva tra l'altro come ritrattista e paesaggista. Parallelamente partecipava a sedute spiritiche con altre donne, in un gruppo chiamato Le Cinque. Attraverso queste sedute si convinse di ricevere da entità spirituali l'incarico di dipingere una serie di quadri per un tempio.

I dieci più grandi fa parte della grande serie I dipinti per il tempio, a cui lavorò dal 1906 al 1915. I dieci dipinti raccontano la vita umana dall'infanzia alla vecchiaia. Il numero 7 appartiene al gruppo dell'età adulta. Ogni dipinto è alto più di tre metri, dimensioni enormi per l'epoca.

Il quadro è pieno di forme organiche: spirali, figure tondeggianti simili a fiori, linee sinuose e lettere o segni. Le forme fluttuano libere su uno sfondo colorato. Non c'è prospettiva né alcun oggetto rappresentato. Le forme compongono piuttosto una sorta di linguaggio simbolico, in cui ogni colore e ogni forma possono avere un significato.

I colori sono chiari e intensi: rosa, arancio, giallo, blu e viola. Hilma af Klint usava i colori in modo simbolico. Nei suoi appunti, per esempio, il blu può essere associato al femminile e il giallo al maschile. La gamma luminosa conferisce ai dipinti un carattere leggero, quasi festoso, nonostante le dimensioni.

I dipinti sono eseguiti a tempera su carta, poi montata su tela. Viste le dimensioni, probabilmente lavorava con la carta stesa sul pavimento. Dipinse le dieci opere in pochi mesi, e lei stessa descrisse il lavoro come guidato più che frutto di un piano proprio. Quando i dipinti sono esposti insieme in una sala si può seguire il ciclo della vita da un quadro all'altro. Le dimensioni fanno sì che l'osservatore sia quasi avvolto dai colori.

Le opere sono state interpretate alla luce della teosofia e dello spiritismo, movimenti che cercavano una realtà spirituale nascosta dietro quella visibile. Hilma af Klint voleva che le sue opere astratte fossero mostrate solo molto tempo dopo la sua morte, convinta che i contemporanei non le avrebbero capite. Mostrò i quadri a Rudolf Steiner, che secondo i suoi appunti si mostrò perplesso.

Dopo la sua morte, nel 1944, le opere furono custodite dalla famiglia e poi da una fondazione. Divennero note al grande pubblico solo negli anni Ottanta. La grande mostra del Moderna Museet nel 2013 e quella del Guggenheim di New York nel 2018–2019 la resero famosa in tutto il mondo. Il fatto che abbia dipinto opere astratte prima di Kandinskij ha aperto un dibattito su come vada scritta la storia del modernismo, anche se è controverso come confrontare le sue immagini di ispirazione spirituale con quelle degli altri pionieri.