Serif o sans serif – la differenza tra caratteri con e senza grazie

I caratteri con grazie hanno serif, i piccoli tratti alle estremità delle aste delle lettere, come Garamond, Baskerville e Times. I caratteri senza grazie, detti anche lineari o grotteschi, non le hanno, come Futura, Gill Sans e Helvetica. I caratteri con grazie hanno le radici nell'Italia del Quattrocento, mentre quelli senza grazie si affermarono nell'Ottocento e nel Novecento.

Fatti

Che cos'è una grazia?

Una grazia, o serif, è il piccolo tratto o la piccola barra trasversale all'estremità del tratto di una lettera, come il piede di una T o di una I. Le grazie compaiono nelle iscrizioni romane scolpite nella pietra, e i tipografi del Rinascimento ripresero la forma quando disegnarono i loro caratteri. In svedese i caratteri con grazie si chiamano antikva, dal modello antico.

I caratteri senza grazie si chiamano grotteschi, lineari o sans serif. La parola grottesco era già usata nell'Ottocento, quando i primi caratteri senza grazie sembravano goffi e strani. Per saperne di più vedi la categoria tipografia.

La storia dei caratteri con grazie

I primi libri stampati, come la Bibbia di Gutenberg degli anni Cinquanta del Quattrocento, furono composti in textura, una fitta scrittura libraria gotica. A Venezia Nicolas Jenson disegnò intorno al 1470 un carattere romano sul modello della scrittura degli umanisti, e nel Cinquecento Claude Garamont incise a Parigi i caratteri che diedero il nome al Garamond.

Nel Settecento il contrasto tra tratti spessi e sottili aumentò. Il carattere di William Caslon fu usato per stampare la Dichiarazione d'indipendenza americana, e John Baskerville creò lettere più nitide e chiare. Giambattista Bodoni portò il contrasto più lontano di tutti, con grazie sottilissime e aste pesanti.

L'affermazione dei caratteri senza grazie

Nell'Ottocento manifesti e pubblicità richiedevano lettere più grandi e più nere. Caratteri con grazie pesanti e squadrate, gli egiziani, come il Clarendon del 1845, e i primi caratteri senza grazie furono usati per i titoli. A Berlino la fonderia Berthold pubblicò nel 1898 l'Akzidenz-Grotesk, che divenne un modello per i lineari successivi.

Nel 1916 Edward Johnston disegnò per la metropolitana di Londra un carattere, il Johnston, e il suo allievo Eric Gill creò il Gill Sans nel 1928. In Germania Paul Renner disegnò il Futura nel 1927 partendo da cerchio, quadrato e triangolo, nello spirito del Bauhaus.

Times e Helvetica

Nel 1932 il Times di Londra cominciò a usare un nuovo carattere, il Times New Roman, sviluppato sotto la guida di Stanley Morison per essere leggibile ed economico in colonne strette. Divenne uno dei caratteri più usati al mondo, non da ultimo grazie ai computer e ai programmi di videoscrittura.

Nel 1957 Max Miedinger ed Eduard Hoffmann disegnarono alla fonderia Haas, in Svizzera, il Neue Haas Grotesk, che ebbe presto il nome di Helvetica. Il carattere neutro e chiaro divenne il volto dello stile internazionale e compare in innumerevoli loghi e sistemi di segnaletica. Nel 1996 arrivò il Verdana, pensato per essere leggibile sugli schermi.

Quale scegliere?

Si dice spesso che i caratteri con grazie si leggano meglio nei testi lunghi su carta, perché le grazie aiutano l'occhio a seguire la riga, e che quelli senza grazie siano migliori su schermi e cartelli. La ricerca non dà una risposta netta; abitudine, corpo, interlinea e supporto cartaceo o schermo contano almeno quanto le grazie.

Un approccio comune è combinare un carattere con grazie per il testo corrente e uno senza grazie per i titoli, o viceversa. Osserva che cosa fa l'app stessa: la parte arte usa caratteri con grazie sia per i titoli sia per il testo, mentre la parte design ha un carattere senza grazie in neretto nei titoli. Per saperne di più sulla visione della forma della scuola leggi la guida al Bauhaus.

Come distinguerli

Esercizio

Quale di questi caratteri è senza grazie?