Art déco e streamline
Il fascino del periodo tra le due guerre: geometria, materiali esotici, velocità e lucentezza, da Parigi 1925 ai grattacieli di New York e ai frigoriferi aerodinamici americani.
L'Art déco prende il nome dall'Exposition internationale des arts décoratifs et industriels modernes di Parigi del 1925, anche se il termine si diffuse solo negli anni Sessanta. Lo stile era una continuazione lussuosa e moderna della tradizione francese delle arti decorative: mobili in macassar e avorio di Émile-Jacques Ruhlmann, lacche di Jean Dunand, argenti di Jean Puiforcat, vetri di René Lalique.
Il suo linguaggio riprendeva la geometria del cubismo e del futurismo, i colori dei Balletti russi, i reperti egizi dopo la tomba di Tutankhamon del 1922 e l'arte africana. Raggiere, zigzag, gradoni e fiori stilizzati divennero motivi comuni. Lo stile si diffuse rapidamente a cinema, transatlantici, gioielli e moda.
Negli Stati Uniti l'Art déco divenne lo stile dei grattacieli e della pubblicità. Dopo il crollo del 1929 una nuova professione, i designer industriali come Raymond Loewy, Henry Dreyfuss e Norman Bel Geddes, creò lo streamline: forme arrotondate e lucenti che dovevano far sembrare moderni e veloci treni come temperamatite – e farli vendere meglio.