Lo storicismo e la produzione di massa industriale
Le fabbriche potevano fare quasi tutto, e facevano tutto in tutti gli stili insieme. Le esposizioni universali mostrarono sia i trionfi sia i problemi.
Nell'Ottocento la produzione passò dalle botteghe alle fabbriche. Macchine a vapore, ghisa e nuovi metodi di stampaggio e tranciatura resero gli oggetti più economici, e una classe media in crescita voleva ciò che prima possedevano solo i ricchi. Le fabbriche risposero imitando gli stili antichi: neogotico, neorinascimento, neorococò e neobarocco, spesso sullo stesso oggetto.
L'Esposizione universale di Londra del 1851, nel Crystal Palace di ferro e vetro di Joseph Paxton, mostrò prodotti di tutto il mondo. Molti visitatori ne furono colpiti, ma critici come Henry Cole giudicarono i prodotti britannici sovraccarichi e mal disegnati. L'esposizione portò alla nascita del South Kensington Museum, oggi Victoria and Albert Museum, e di nuove scuole di disegno.
Nello stesso tempo emerse un'altra linea: oggetti la cui forma nasceva dalla produzione. La sedia n. 14 di Thonet, le macchine per cucire, le macchine da scrivere, gli attrezzi e gli abiti da lavoro erano fatti per essere prodotti, spediti e usati. Christopher Dresser fu tra i primi a definirsi progettista per l'industria.