Design contemporaneo e sostenibile

Strumenti digitali, fabbriche globali e la crescente consapevolezza che ogni oggetto costa materie prime ed energia: le domande del design riguardano ormai il come quanto il che cosa.

Dagli anni Novanta il design è stato trasformato dal computer, usato per disegnare, simulare e produrre, e da una produzione globale in cui gli oggetti sono progettati in un paese, prodotti in un altro e venduti ovunque. Poche grandi aziende, come IKEA e Apple, hanno fatto conoscere il loro design in tutto il mondo.

Nello stesso tempo una reazione contro l'eccesso ha segnato molto design contemporaneo. Jasper Morrison e Naoto Fukasawa hanno parlato di super normal – oggetti così ovvi che quasi non si notano – e Muji vende prodotti senza marchio dal 1980. Altri, come il gruppo olandese Droog, hanno fatto mobili con materiali di recupero e giocato con il significato degli oggetti.

La grande questione è la sostenibilità. I progettisti lavorano con materiali riciclati e rinnovabili, con oggetti riparabili e smontabili, e con servizi invece che cose. Concetti come economia circolare e cradle to cradle sono entrati nella formazione. Anche il design inclusivo, che tiene conto di persone con capacità diverse, è diventato una parte naturale del lavoro.