Walter Gropius

Walter Gropius
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Nel 1919 Gropius fondò il Bauhaus, una scuola in cui arte, artigianato e industria dovevano fondersi. Progettò l'edificio del Bauhaus a Dessau e nel 1934 fuggì dai nazisti, prima in Inghilterra e poi a Harvard.

Walter Gropius nacque nel 1883 a Berlino in una famiglia di architetti; il suo prozio Martin Gropius aveva progettato il Kunstgewerbemuseum di Berlino. Studiò architettura ai politecnici di Monaco e di Berlino, ma non si laureò mai. Tra il 1908 e il 1910 lavorò nello studio di Peter Behrens, che progettava fabbriche e prodotti per la società elettrica AEG, e lì conobbe sia Mies van der Rohe sia Le Corbusier. In seguito aprì uno studio proprio insieme ad Adolf Meyer. Gropius fu attivo fin da subito nel Deutscher Werkbund, che mirava a unire arte e industria. Durante la prima guerra mondiale prestò servizio come ufficiale al fronte e fu ferito; la guerra cambiò la sua visione della società.

Gropius e Meyer progettarono le Officine Fagus ad Alfeld (1911–1913), le cui facciate vetrate prive di pilastri d'angolo ne fecero uno dei primi edifici modernisti. Nel 1919 Gropius fondò a Weimar il Bauhaus, una scuola in cui arte, artigianato e, più tardi, industria dovevano fondersi. Quando nel 1925 la scuola si trasferì a Dessau, ne progettò la sede, con laboratori vetrati e ali disposte secondo la funzione, oltre alle case dei maestri e al quartiere residenziale di Törten. Lasciò il Bauhaus nel 1928 e progettò abitazioni a Berlino, tra cui quelle di Siemensstadt. Le sue idee riguardavano la standardizzazione dei tipi, la costruzione industriale e la presenza di luce, aria e sole nell'abitazione. Sosteneva il lavoro di gruppo piuttosto che la figura dell'architetto-artista solitario.

Dopo la presa del potere da parte dei nazisti, nel 1934 Gropius lasciò la Germania, prima per l'Inghilterra e nel 1937 per gli Stati Uniti, dove divenne direttore della scuola di architettura di Harvard. Costruì la propria casa a Lincoln, nel Massachusetts, e fondò lo studio The Architects Collaborative. Tra i suoi allievi figurano molti dei principali architetti del dopoguerra. Morì nel 1969. Il Bauhaus divenne il simbolo del design moderno, e gli edifici di Dessau e Weimar sono patrimonio dell'umanità. In Svezia le idee del Bauhaus furono importanti per i funzionalisti legati all'Esposizione di Stoccolma del 1930 e al manifesto «acceptera» del 1931, e l'idea di un'edilizia standardizzata e razionale segnò la politica abitativa del folkhem e la costruzione industrializzata del Miljonprogrammet.