Karl Friedrich Schinkel

Schinkel diede a Berlino il suo volto classico con l'Altes Museum, lo Schauspielhaus e la Neue Wache. Progettò anche in stile gotico e pose le basi di un'architettura più razionale, quasi moderna. La sua influenza nei paesi nordici fu grande.
Karl Friedrich Schinkel nacque nel 1781 a Neuruppin, nel Brandeburgo, figlio di un pastore. Da adolescente vide il progetto del giovane architetto Friedrich Gilly per un monumento a Federico il Grande e decise di diventare architetto. Fu allievo di David e Friedrich Gilly a Berlino e studiò alla nuova Bauakademie. Nel 1803–1805 viaggiò in Italia e in Francia. Durante le guerre napoleoniche gli incarichi edilizi erano scarsi, e Schinkel si mantenne come pittore di paesaggi romantici, panorami e scenografie teatrali, tra cui quelle per il Flauto magico di Mozart nel 1816. Nel 1810 fu assunto nell'amministrazione prussiana delle costruzioni, di cui col tempo divenne il capo.
Dopo il 1815 Schinkel diede a Berlino il suo centro classico. La Neue Wache, 1816–1818, è un corpo di guardia con portico dorico, e lo Schauspielhaus sul Gendarmenmarkt, 1818–1821, unisce un pronao ionico a facciate ordinate in modo razionale. L'Altes Museum, 1823–1830, sul Lustgarten, ha un lungo colonnato davanti a una rotonda sul modello del Pantheon e fu uno dei primi musei d'arte pubblici d'Europa. La Friedrichswerdersche Kirche è gotica in mattoni, e a Potsdam progettò ville campestri come Charlottenhof. La Bauakademie, 1832–1836, con le sue facciate in mattoni rossi e un chiaro sistema di pilastri, indicava la via verso un'architettura razionale in cui l'espressione era affidata alla struttura stessa. Disegnò anche mobili e pubblicò grandi raccolte di progetti.
Schinkel morì nel 1841, logorato dal lavoro. È considerato il massimo architetto tedesco dell'Ottocento, e la sua scuola, con allievi come Friedrich August Stüler e Ludwig Persius, segnò la Prussia per generazioni. Nel Novecento fu visto come un precursore del modernismo: Peter Behrens e Ludwig Mies van der Rohe studiarono i suoi volumi chiari e le sue proporzioni. Nei paesi nordici la sua influenza fu grande. Carl Ludvig Engel, formatosi a Berlino, diede a Helsinki un centro classico con uno spirito simile, e Stüler progettò il Nationalmuseum di Stoccolma. Gli architetti svedesi si recavano a Berlino per vedere i suoi edifici, e il classicismo nordico degli anni Venti del Novecento riprese il suo linguaggio severo ed elegante.