Tempietto

Tempietto, San Pietro in Montorio, Roma
Labicanense, CC BY 4.0

Un piccolo tempio circolare nel luogo dove secondo la tradizione fu crocifisso l’apostolo Pietro. Con il suo colonnato dorico e la cupola, il Tempietto divenne il manifesto del Rinascimento maturo: un edificio perfetto quanto quelli antichi. È largo solo pochi metri ma ha influenzato cupole in tutto il mondo.

Il tempio fu commissionato dai sovrani spagnoli Ferdinando e Isabella, che finanziarono il convento di San Pietro in Montorio sul Gianicolo a Roma. Doveva segnare il luogo in cui secondo una tradizione Pietro fu crocifisso. Un’iscrizione indica l’anno 1502, ma la datazione è stata discussa, e la costruzione potrebbe essere avvenuta un po’ più tardi. Donato Bramante era giunto a Roma da Milano e vi studiò attentamente le rovine antiche. Il Tempietto fu la sua prima grande opera in città. Il tempio è costruito in travertino e muratura intonacata, e le colonne sono di granito, probabilmente di reimpiego da un edificio antico. Bramante voleva creare un edificio moderno con la stessa autorità dei templi antichi che misurava e disegnava.

L’edificio è una cella circolare circondata da un giro di sedici colonne doriche, una forma che ricorda i templi rotondi antichi. Sopra le colonne corre un fregio dorico in cui le metope hanno motivi cristiani e liturgici, come le chiavi pontificie e i calici. Più in alto c’è una balaustra, e poi un tamburo con nicchie e una cupola semisferica con lanterna. Le nicchie nelle pareti danno al muro una profondità che alterna luce e ombra. Sotto il tempio c’è una cripta, dove un’apertura indica il punto della croce. L’interno è piccolissimo e accoglie solo poche persone. Bramante intendeva collocare il tempio al centro di un colonnato circolare che avrebbe racchiuso il piccolo cortile, ma questo non fu mai costruito.

Il Tempietto divenne subito famoso. I teorici dell’architettura Sebastiano Serlio e Andrea Palladio lo inclusero nei loro libri, e Palladio lo collocò tra gli edifici antichi come unico esempio moderno. Bramante passò poi a San Pietro, dove disegnò la prima pianta della nuova basilica, e il Tempietto divenne uno studio per la cupola che vi immaginava. La cupola e la lanterna furono modificate in seguito, e l’edificio è stato restaurato più volte. La forma di un colonnato che regge una cupola fu ripresa in innumerevoli edifici successivi, per esempio St Paul’s a Londra, il Panthéon a Parigi e il Campidoglio a Washington. Il piccolo edificio nel cortile del convento divenne così un modello per le cupole delle capitali d’Europa e d’America.