Villa La Rotonda

Villa La Rotonda, Vicenza
Marco Bagarella, CC BY-SA 3.0

Una villa a pianta quadrata con un pronao su ciascuno dei quattro lati e una cupola al centro. Palladio la collocò su un colle in modo che ogni fronte avesse la propria veduta. La villa fu copiata in Inghilterra, in Russia e in America e ha dato il nome a un’intera corrente: il palladianesimo.

La villa fu commissionata da Paolo Almerico, un ecclesiastico che aveva servito alla corte pontificia a Roma e tornava nella sua città natale, Vicenza. Voleva una dimora per il riposo e la vita sociale, non una fattoria agricola come la maggior parte delle ville di Palladio. I lavori iniziarono intorno al 1566. Palladio morì nel 1580 prima che la villa fosse compiuta, e fu completata da Vincenzo Scamozzi, che tra l’altro diede alla cupola una forma più bassa di quella immaginata da Palladio. Nel 1591 la villa fu acquistata dai fratelli Capra, ed è perciò chiamata anche Villa Capra. Come la maggior parte degli edifici di Palladio, è costruita in mattoni intonacati e imbiancati, così da dare l’impressione della pietra, con dettagli in pietra lavorata.

La pianta è perfettamente simmetrica rispetto a due assi. Un quadrato con una sala circolare al centro sotto la cupola, e su ciascuno dei quattro lati un pronao con sei colonne ioniche, una scalinata e un frontone. Le stanze intorno alla sala centrale sono uguali e disposte a coppie, e dalla sala circolare si guarda verso tutti e quattro i punti cardinali. Palladio descrisse la villa come posta su un colle circondato da altri colli, come un teatro. Sui frontoni si trovano statue, e nelle sale ci sono affreschi e stucchi del Cinquecento e del Seicento. La combinazione di pronao e cupola era stata fino ad allora riservata a chiese e templi, e usarla per una casa privata era una novità.

Palladio pubblicò la villa nei suoi Quattro libri dell’architettura nel 1570, e attraverso di essi divenne nota in tutta Europa. In Inghilterra fu il modello di diverse ville del Settecento, tra cui Chiswick House e Mereworth Castle, e da lì il palladianesimo si diffuse in America, dove Thomas Jefferson ne fu influenzato. La villa appartiene alla stessa famiglia dal Novecento e fa parte del patrimonio dell’umanità «La città di Vicenza e le ville del Palladio nel Veneto». Il libro di Palladio si trovava nelle biblioteche degli architetti svedesi, e motivi palladiani come il pronao colonnato e la rigorosa simmetria divennero comuni nelle residenze di campagna e negli edifici pubblici svedesi del Settecento e dell’Ottocento. Villa La Rotonda è così una delle dimore più imitate nella storia dell’architettura.