Grecia antica

Templi di marmo con colonne, trabeazione e frontone: il metro di tutta l'architettura classica da allora in poi.

I templi greci furono costruiti come dimore degli dèi, non come luoghi di riunione. Ciò che contava era l'esterno: una cornice di colonne attorno a una cella chiusa, tutto calibrato secondo proporzioni fisse. Da qui nascono gli ordini architettonici, che l'Europa prende in prestito da duemilacinquecento anni.

Nel VI e V secolo a.C. la Grecia era una rete di città-stato, e i templi erano i loro principali edifici comuni. Erano costruiti in calcare locale o in marmo, senza malta, con blocchi di pietra uniti da grappe di ferro annegate nel piombo. Le proporzioni erano discusse in trattati andati perduti, ma riassunti da Vitruvio. Con le conquiste di Alessandro Magno lo stile si diffuse in tutto il Mediterraneo orientale.

In Svezia non esistono edifici greci, ma la facciata a tempio vi arrivò con il Neoclassicismo nel Settecento e sopravvive in tutto, dalle chiese ai palazzi delle banche.