Che cos'è il design Memphis? Sottsass e l'esplosione di colori degli anni Ottanta

Memphis fu un gruppo di design che Ettore Sottsass fondò a Milano nel dicembre 1980 e che espose per la prima volta nel 1981. I suoi mobili e oggetti avevano colori forti, laminati plastici decorati e forme geometriche giocose, e infrangevano deliberatamente le regole del buon gusto modernista. Memphis divenne un simbolo del design postmoderno.

Fatti

Un nome da una canzone di Dylan

Una sera di dicembre del 1980 Ettore Sottsass e un gruppo di giovani designer si riunirono nel suo appartamento milanese. Secondo il racconto, la canzone di Bob Dylan Stuck Inside of Mobile with the Memphis Blues Again suonava in continuazione, e presero come nome Memphis: sia la città del blues negli Stati Uniti sia la capitale dell'antico Egitto.

Sottsass aveva allora più di sessant'anni ed era già noto, tra l'altro per la macchina da scrivere Valentine per Olivetti del 1969. Criticava da tempo l'austero modernismo internazionale e aveva partecipato al design radicale italiano degli anni Settanta. Per saperne di più vedi il design radicale italiano.

La mostra del 1981

Il gruppo espose a Milano nel settembre 1981, in concomitanza con il grande Salone del mobile. La mostra fece sensazione. I mobili sembravano giocattoli o plastici architettonici: librerie come robot, tavoli con gambe di colori e forme diverse, lampade che ricordavano pesci o astronavi.

La più nota è la libreria Carlton di Sottsass, una specie di totem o figura con le braccia, in laminato plastico di più colori e motivi. Funziona come libreria, ma i ripiani sono inclinati e lasciano poco spazio ai libri. La forma conta più della funzione, ed era proprio questo il punto.

Materiali e motivi

Memphis amava usare materiali economici in un contesto costoso. Il laminato plastico, che di solito si trova sui piani di cucina e nei bar, rivestiva mobili esclusivi, spesso con motivi stampati come il Bacterio di Sottsass o le superfici colorate di Nathalie Du Pasquier. Vetro, metallo, tubi al neon e terrazzo si mescolavano liberamente.

I colori erano forti e spesso dissonanti: rosa contro verde, giallo contro nero. Le forme erano composte di cerchi, triangoli, zigzag e cubi uniti in modi inattesi. Tutto ciò che il modernismo aveva giudicato di cattivo gusto diventava qui una scelta deliberata.

Il design postmoderno

Memphis era l'equivalente nel design dell'architettura postmoderna, e diversi architetti, come Michael Graves e Hans Hollein, progettarono per il gruppo. Il giapponese Shiro Kuramata contribuì con oggetti poetici in vetro e acrilico. Per saperne di più sul periodo vedi il postmodernismo e Memphis in Italia.

La stessa libertà giocosa si vede in altri oggetti degli anni Ottanta e Novanta, come lo spremiagrumi Juicy Salif di Philippe Starck, una scultura simile a un ragno che funziona a malapena come spremiagrumi ma divenne una delle icone del design più note dell'epoca.

La fine e il ritorno

Sottsass lasciò il gruppo nel 1985, e nel 1987 esso fu sciolto. Aveva già esercitato una grande influenza su moda, grafica, televisione e pubblicità. Lo stile si diffuse tanto da essere presto percepito come tipico degli anni Ottanta, e quindi superato.

Negli anni Dieci del Duemila l'interesse tornò. Designer e case di moda presero in prestito colori e motivi, e quando nel 2016 la grande collezione Memphis del musicista David Bowie fu venduta all'asta attirò molta attenzione. Confronta con il più calmo design scandinavo per vedere quanto possono differire le risposte alla domanda sulla buona forma.

Come riconoscerlo

Esercizio

Chi fondò il gruppo Memphis?