Che cos'è il design scandinavo? Storia, caratteristiche e classici

Design scandinavo è un termine generale per il design di Danimarca, Finlandia, Norvegia e Svezia, soprattutto dagli anni Trenta agli anni Settanta del Novecento. Si riconosce da forme semplici e funzionali, legno chiaro e materiali naturali, linee dolcemente arrotondate e dalla volontà di rendere accessibili a molti begli oggetti d'uso quotidiano.

Fatti

Oggetti quotidiani più belli

Le radici risalgono all'inizio del Novecento. Ellen Key scrisse nel 1899 della bellezza per tutti, e nel 1919 Gregor Paulsson pubblicò il pamphlet Oggetti quotidiani più belli, che invitava l'industria ad assumere artisti. Vetrerie e manifatture di porcellana come Orrefors e Gustavsberg cominciarono a collaborare con i designer, e le arti applicate svedesi furono notate all'esposizione di Parigi del 1925.

Negli anni Trenta queste idee si fusero con il funzionalismo e con l'ideale del folkhem, la casa del popolo, con abitazioni buone e accessibili per tutti. Il design doveva essere pratico, durevole e umano. Per saperne di più vedi il design scandinavo.

Danimarca: il modernismo degli ebanisti

In Danimarca i designer partirono da una forte tradizione ebanistica. Kaare Klint insegnò all'Accademia di belle arti dagli anni Venti e studiò le misure del corpo umano e i tipi di mobili antichi. I suoi allievi e seguaci, come Hans J. Wegner, fecero sedie in legno massiccio dalle forme morbide e piacevoli alla mano, come la sedia Wishbone del 1950.

Arne Jacobsen lavorò con i nuovi materiali dell'industria: il compensato curvato della sedia Formica del 1952, la gommapiuma e il tessuto dell'Uovo, disegnato per il SAS Royal Hotel di Copenaghen. Poul Henningsen disegnò lampade a più paralumi che danno una luce senza abbagliamento, come la PH 5 del 1958.

Svezia e Finlandia

In Svezia Bruno Mathsson disegnò sedie in legno curvato e cinghie tese, come Eva del 1934, dopo aver studiato come siede il corpo. L'architetto austriaco Josef Frank si trasferì a Stoccolma e diede a Svenskt Tenn i suoi tessuti colorati, come Vegetable Tree, un contrappeso alla severità del funzionalismo. A Gustavsberg Stig Lindberg creò ceramiche dai motivi giocosi.

In Finlandia Alvar Aalto creò mobili in betulla curvata e il vaso Savoy nel 1936. Kaj Franck disegnò il servizio Kilta, i cui pezzi si possono comprare separatamente e combinare liberamente, e Tapio Wirkkala il vetro Kantarelli. Nel 1964 Maija Isola creò il motivo a papaveri Unikko per Marimekko.

Un marchio per il mondo

Dopo la Seconda guerra mondiale il design scandinavo divenne un concetto internazionale. La mostra itinerante Design in Scandinavia fu presentata negli Stati Uniti e in Canada nel 1954–1957, e il premio Lunning fu assegnato a giovani designer nordici dal 1951 al 1970. Negli anni Cinquanta e Sessanta il teak divenne il materiale tipico dei mobili danesi esportati in tutto il mondo.

Negli anni Sessanta il linguaggio formale si rinnovò con le materie plastiche e i colori forti, come nelle sedie di Verner Panton. Per saperne di più su quel periodo vedi l'era spaziale e la guida agli stili del mobile in ordine cronologico.

Come riconoscere il design scandinavo

Cerca forme semplici e pulite, senza decorazioni inutili ma con spigoli dolcemente arrotondati che invitano al tatto. I materiali sono spesso naturali: legni chiari come betulla, faggio e frassino, o teak e quercia, oltre a vetro, ceramica, lana e lino. I colori sono spesso chiari, con qualche accento forte nei tessuti e nella ceramica.

Altrettanto importante è lo scopo. Gli oggetti sono fatti per l'uso quotidiano, spesso prodotti in serie a prezzi ragionevoli, e devono funzionare in una casa piccola come in una grande. Per questo molti classici sono ancora in produzione. Altri esempi si trovano nel design del folkhem e nel moderno danese.

Come riconoscerlo

Esercizio

Chi disegnò il servizio Kilta, i cui pezzi si comprano e si combinano liberamente?