Orologio automatico o al quarzo? Come funzionano i movimenti

La differenza tra un orologio automatico e uno al quarzo sta in ciò che lo alimenta e lo regola. In un orologio automatico un rotore carica una molla quando muovete il polso, e un bilanciere oscillante suddivide il tempo. In un orologio al quarzo una batteria alimenta un cristallo di quarzo che nella maggior parte degli orologi oscilla 32 768 volte al secondo, e un circuito e un piccolo motore passo-passo muovono le lancette. L’orologio al quarzo è più preciso; quello automatico fa a meno della batteria.

Fatti

Forza e ritmo

Ogni orologio consta di due parti: qualcosa che dà la forza e qualcosa che mantiene il ritmo. La forza viene da un peso, da una molla o da una batteria. Il ritmo viene dallo scappamento, che suddivide il tempo in passi di uguale durata. Negli orologi a pendolo da terra è il pendolo, negli orologi meccanici da polso un bilanciere oscillante con una sottilissima molla a spirale e nell’orologio al quarzo un cristallo. Il diagramma del movimento più in basso mostra tre scappamenti in azione, dallo scappamento a verga del Medioevo al quarzo.

Il pendolo, che Christiaan Huygens montò in un orologio nel 1657, rese gli orologi sicuri entro un minuto al giorno, come l’orologio a pendolo di Huygens. La molla del bilanciere degli anni Settanta del Seicento rese possibile portare con sé un orologio preciso, e l’orologio da polso ereditò quella tecnica. La parola orologio al quarzo è spiegata nel glossario.

L’orologio meccanico e quello automatico

In un orologio meccanico una molla motrice a spirale aziona le ruote. Lo scappamento lascia avanzare le ruote di un piccolo passo alla volta, al ritmo delle oscillazioni del bilanciere, e si sente come il ticchettio dell’orologio. Un orologio a carica manuale si carica con la corona, spesso una volta al giorno.

Un orologio automatico ha inoltre un rotore, un peso a semicerchio che oscilla liberamente quando il polso si muove e carica la molla. L’inglese John Harwood ottenne il brevetto di un orologio da polso automatico negli anni Venti, e nel 1931 Rolex brevettò un rotore che oscillava in entrambe le direzioni nell’Oyster Perpetual. Era alloggiato sotto un fondello bombato, che diede al Bubbleback il suo nome. Dopo la seconda guerra mondiale i movimenti automatici divennero comuni, dagli orologi subacquei come il Submariner a quelli economici come il Seiko 5. Un orologio automatico rimasto fermo si ferma dopo un po’ e va caricato o scosso per farlo ripartire.

L’orologio al quarzo

Il quarzo ha la proprietà di flettersi quando riceve corrente, e un piccolo cristallo di quarzo a forma di diapason oscilla allora con un ritmo molto regolare. Nella maggior parte degli orologi al quarzo il ritmo è di 32 768 oscillazioni al secondo. Un circuito dimezza il numero quindici volte finché diventa un impulso al secondo, e l’impulso fa girare un motore passo-passo che muove le lancette. L’errore è di alcuni secondi al mese, contro alcuni secondi al giorno per un buon orologio meccanico.

Il Seiko Astron, venduto dal giorno di Natale del 1969, fu il primo orologio da polso al quarzo e costava come un’automobile. Nel giro di dieci anni gli orologi al quarzo divennero economici, e gli orologi digitali con LED e poi con cristalli liquidi arrivarono nell’era spaziale. Orologi come il Casio F-91W e il G-Shock resero la precisione quasi gratuita.

Come vedere la differenza

Guardate la lancetta dei secondi. Nella maggior parte degli orologi al quarzo avanza a scatti di un secondo; in un orologio meccanico scorre in tanti piccoli passi al secondo, così che il movimento appare continuo. Capovolgete l’orologio: una piccola fessura o un coperchio a vite per la batteria indica il quarzo, e un fondello di vetro mostra spesso un movimento meccanico con rotore. Aiuta anche la scritta sul quadrante, come Automatic, Perpetual o Quartz.

Un orologio automatico fermo riparte spesso se lo scuotete con delicatezza; un orologio al quarzo con la batteria scarica no. Gli orologi al quarzo sono spesso più leggeri e sottili. I disegni di dettaglio qui sotto mostrano il vano della batteria e la cassa di plastica che caratterizzano l’epoca del quarzo. Per stabilire quanti anni ha l’orologio, vedi la guida su come datare un orologio da polso.

Forme intermedie

Tra l’orologio meccanico e quello al quarzo ci sono diverse forme intermedie. Negli anni Cinquanta e Sessanta comparvero orologi da polso elettrici, come l’Electric di Hamilton e l’Accutron di Bulova, in cui un diapason regolava lo scappamento e annunciava il quarzo. Più tardi arrivarono orologi al quarzo azionati da un rotore che carica un condensatore, e orologi al quarzo con celle solari che non hanno mai bisogno di una nuova batteria.

Gli orologi radiocontrollati si regolano da soli su un segnale orario, e gli smartwatch, come l’Apple Watch del 2015, hanno fatto del polso uno schermo. L’orologio meccanico ha intanto trovato un nuovo ruolo come artigianato e oggetto da collezione, e molte marche hanno riproposto i loro modelli classici.

La crisi del quarzo e i due orologi di oggi

L’orologio al quarzo capovolse l’industria orologiera. Negli anni Settanta le giapponesi Seiko, Citizen e Casio conquistarono il mercato, e l’industria orologiera svizzera perse due terzi dei posti di lavoro. La salvezza fu lo Swatch dal 1983, un orologio al quarzo economico di plastica con pochi componenti, venduto come moda nell’epoca del postmodernismo, e un nuovo interesse per gli orologi meccanici. Approfondite nelle guide su Seiko Astron e la crisi del quarzo, Swatch e Casio F-91W.

Oggi i due convivono. L’orologio al quarzo è più preciso, più economico e richiede una nuova batteria solo ogni due o cinque anni; quello meccanico richiede una revisione ogni qualche anno, ma può durare per generazioni. Molti scelgono il meccanico per l’artigianato e il suono, come nella guida sul Rolex Submariner. La pagina sugli orologi contiene la storia degli orologi in ordine cronologico.

Come riconoscerlo

Esercizio

Che cosa carica la molla in un orologio da polso automatico?