Vespa e Lambretta: gli scooter italiani

La Vespa e la Lambretta sono due scooter italiani del 1946 e del 1947. La Vespa, della Piaggio, ha una scocca portante in lamiera con il motore dietro lo scudo. La Lambretta, della Innocenti, si basava su un telaio tubolare con il motore vicino alla ruota posteriore. Entrambe divennero un simbolo di libertà e modernità nell’Europa del dopoguerra.

Fatti

L’Italia dopo la guerra

Dopo la seconda guerra mondiale l’industria italiana era in rovina, e la popolazione aveva bisogno di mezzi economici per spostarsi. Le auto erano troppo costose e le moto troppo pesanti e sporche. La Piaggio a Pontedera aveva costruito aerei durante la guerra, e la sua fabbrica era distrutta. L’azienda cercò un nuovo prodotto, e il dopoguerra ebbe una moto leggera e pulita per l’uso quotidiano.

Enrico Piaggio affidò il compito all’ingegnere aeronautico Corradino D’Ascanio, che progettava elicotteri e non amava le moto. Voleva fare qualcosa di completamente diverso: un veicolo su cui sedersi con abiti normali, senza sporcarsi con catena e motore.

La Vespa del 1946

La soluzione di D’Ascanio si basava sulla tecnica aeronautica. La Vespa ha una scocca portante di lamiera stampata, senza telaio, che protegge il pilota dallo sporco della strada e dal calore del motore. Il motore sta dietro lo scudo e aziona direttamente la ruota posteriore, senza catena. La forcella anteriore è fissata da un lato, come un carrello d’atterraggio, il che facilita il cambio della gomma. Il comando del cambio è sul manubrio. La lamiera stampata poteva essere prodotta in grandi serie, il che abbassò il prezzo e permise a più persone di comprarne una.

Il nome nacque, secondo il racconto, da un commento di Enrico Piaggio: la vita stretta e il rumore del motore somigliavano a una vespa. Il modello fu brevettato nell’aprile 1946 e divenne presto un successo. Dopo dieci anni ne erano stati venduti oltre un milione. La forma compatta si adatta al mid-century modern: la funzione decide la forma.

La Lambretta del 1947

La Lambretta fu costruita dalla Innocenti di Milano, un’azienda di tubi d’acciaio. Il nome viene dal quartiere di Lambrate, dove sorgeva la fabbrica. Il primo modello, la Lambretta A del 1947, fu disegnato da Pier Luigi Torre e aveva un telaio tubolare aperto e il motore vicino alla ruota posteriore. I modelli successivi ebbero una carrozzeria più snella e angolosa. Le Lambretta più antiche avevano inoltre la trasmissione ad albero dal motore alla ruota posteriore, una soluzione che riduceva sporco e usura rispetto a una catena.

La Lambretta è dunque più tecnica nella forma, mentre la Vespa è più rotonda e morbida. L’una ha un corpo chiuso e curvo, l’altra una linea più dritta e sportiva. Entrambe avevano fama di essere affidabili e facili da riparare. La produzione della Lambretta in Italia cessò nel 1971, ma la fabbricazione proseguì in India fino agli anni Novanta.

Il simbolo e l’eredità

Lo scooter divenne presto un simbolo culturale. Nel film Vacanze romane (1953) Audrey Hepburn e Gregory Peck vanno in Vespa per Roma, e l’immagine rese il veicolo noto in tutto il mondo. Negli anni Sessanta lo scooter divenne un segno distintivo dei mod in Gran Bretagna, che li decoravano con specchietti e fari. Lo scooter fu anche un passo avanti sociale: anche le donne in gonna potevano guidare, perché lo scudo proteggeva i vestiti, e non serviva alcuna attrezzatura speciale. Permise ai giovani di raggiungere lavoro, scuola e costa come prima potevano solo i proprietari di auto.

La Vespa è ancora prodotta dalla Piaggio ed è quasi invariata nella forma di base. Per confrontare con altre icone italiane dell’epoca puoi vedere la Fiat 500 o la giapponese Honda Super Cub (1958), divenuta il veicolo più venduto al mondo. Leggi anche del design industriale razionale nella guida a Braun e la Scuola di Ulm.

Come riconoscerlo

Esercizio

Che cosa caratterizza la costruzione della Vespa?