La scuola di Varberg: Bergh, Kreuger e Nordström sulla costa occidentale

Con scuola di Varberg si indicano i tre pittori Richard Bergh, Nils Kreuger e Karl Nordström, che vissero e lavorarono a Varberg, sulla costa dell’Halland, negli anni novanta dell’Ottocento, insieme tra il 1893 e il 1896. Lì abbandonarono la pittura francese all’aperto per un paesaggismo semplificato e carico di atmosfera, con ampie campiture di colore e contorni netti, influenzato dal sintetismo di Gauguin. Non fu mai una scuola in senso proprio, ma tre amici con uno scopo comune.

Fatti

Tre Opponenti si trasferiscono nell’Halland

Tutti e tre appartenevano ai giovani artisti che nel 1885 protestarono contro l’Accademia di belle arti e l’anno seguente fondarono il Konstnärsförbundet; per saperne di più c’è la guida sugli Opponenti e il Konstnärsförbundet. Avevano studiato in Francia, e Kreuger e Nordström avevano dipinto nella colonia di artisti di Grez-sur-Loing, dove avevano appreso la pittura all’aperto. Tornati in Svezia, volevano creare una nuova arte paesaggistica svedese, fondata sull’osservazione diretta della natura svedese.

Nei dati dell’app tutti e tre hanno Varberg come luogo di attività: Nils Kreuger dal 1890, Karl Nordström dal 1892 e Richard Bergh dal 1893, e tutti lasciarono la città nel 1896. A Varberg potevano lavorare in pace, lontano dalle polemiche artistiche della capitale, vicino a un paesaggio che percepivano come tipicamente svedese: scogliere aspre, brughiere, muri a secco e il mare. Il commerciante all’ingrosso Pontus Fürstenberg di Göteborg comprò le loro opere e li sostenne.

Dalla pittura all’aperto al sintetismo

Lo stimolo più importante veniva ancora dalla Francia, ma da un’altra direzione. Paul Gauguin e il suo circolo in Bretagna avevano sviluppato una pittura con forme semplificate, contorni netti e ampi campi di colore compatti. La chiamarono sintetismo, perché il pittore non doveva riprodurre la natura dettaglio per dettaglio ma riassumere, sintetizzare, le proprie impressioni. I pittori di Varberg conobbero questa corrente tra l’altro grazie all’artista Ivan Aguéli. Per saperne di più sul contesto c’è la guida sul postimpressionismo.

Con il sintetismo arrivò un nuovo scopo. A Grez si trattava di cogliere la luce com’era davvero. A Varberg si trattava di atmosfera: non come il paesaggio appariva, ma come si sentiva. Il crepuscolo e l’ora blu divennero importanti, perché la luce è allora sospesa, i colori smorzati e i contorni semplici.

Karl Nordström: la fortezza e le scogliere

Karl Nordström, nato nel 1855 a Tjörn, nel Bohuslän, fu il più determinato dei tre e per molto tempo presidente del Konstnärsförbundet. A Varberg dipinse la fortezza, le scogliere e l’aspro paesaggio dell’Halland con forme semplificate e pesanti e colori scuri e saturi. La fortezza di Varberg del 1893, al Göteborgs konstmuseum, è considerata una delle opere principali dell’arte svedese degli anni novanta dell’Ottocento. La fortezza si staglia pesante e scura contro un cielo pallido, e le forme sono semplificate fino a diventare quasi superfici piatte.

Nils Kreuger: cavalli e orizzonti bassi

Nils Kreuger, nato nel 1858 a Kalmar, aveva i cavalli come soggetto preferito. Li dipingeva nei recinti e su strade deserte, nella luce opaca della primavera e dell’autunno. Nello spirito della scuola di Varberg semplificò il paesaggio in grandi superfici e linee nette, e lavorava spesso a tempera, che dà una superficie opaca e una gamma cromatica smorzata e armoniosa. In seguito tornò più volte a Öland, dove gli orizzonti bassi, i mulini a vento e i muri a secco si adattavano al suo modo di costruire le immagini.

Richard Bergh: l’atmosfera come idea

Richard Bergh, nato nel 1858, era figlio del paesaggista Edvard Bergh, che aveva studiato a Düsseldorf ed era diventato professore all’Accademia di belle arti; per la generazione del padre c’è la guida sulla scuola di Düsseldorf. Il figlio divenne invece uno dei ribelli e uno scrittore acuto, che sosteneva che l’arte dovesse esprimere l’interiorità dell’artista e non solo riprodurre la realtà.

La sua opera più nota, Serata d’estate nordica, fu dipinta intorno al volgere del secolo, alcuni anni dopo il periodo di Varberg, ma ne porta le idee. Un uomo e una donna stanno in silenzio su una veranda davanti a un lago liscio nella chiara notte d’estate. L’unica cosa che accade è che la sera passa, e la distanza tra i due pesa quanto le figure stesse. Il dipinto appartiene al Göteborgs konstmuseum. Bergh divenne nel 1915 direttore del Nationalmuseum.

L’eredità e dove vedere le opere

La scuola di Varberg fu un periodo breve, ma portò la pittura d’atmosfera nell’arte svedese. Nello stesso tempo il principe Eugenio ed Eugène Jansson svilupparono idee simili a Stoccolma, e la letteratura andava nella stessa direzione: nel 1889 Verner von Heidenstam aveva attaccato il grigio realismo degli anni ottanta e invocato la fantasia e il carattere nazionale. La nuvola del principe Eugenio, con un’enorme nuvola bianca su un paesaggio scuro, è uno degli esempi più chiari del nuovo sentimento della natura. Per saperne di più c’è l’epoca dell’app Gli Opponenti e gli anni novanta dell’Ottocento.

La collezione più grande si trova al Göteborgs konstmuseum, che costruì la sua raccolta di pittura nordica di fine secolo sul dono di Pontus Fürstenberg; vedi la guida Arte da vedere a Göteborg. Altre opere si trovano al Nationalmuseum di Stoccolma. A Varberg si può girare di persona intorno alla fortezza e alle scogliere e confrontarle con i dipinti. Osserva come i pittori condensano il paesaggio in poche grandi forme, tengono l’orizzonte basso e scelgono la luce della sera invece di quella del mezzogiorno.

Come riconoscerlo

Esercizio

Quali tre pittori sono annoverati nella scuola di Varberg?