Il simbolismo nell’arte: sogni, miti e immagini interiori

Il simbolismo è un movimento artistico e una corrente letteraria degli anni Ottanta e Novanta dell’Ottocento che si volge contro il realismo e il naturalismo. Gli artisti volevano dipingere idee, sogni e atmosfere per mezzo di simboli e allusioni, e le immagini sono spesso misteriose, malinconiche o bizzarre.

Fatti

Una reazione contro la realtà

Il simbolismo nacque dalla poesia. Il poeta francese Charles Baudelaire aveva parlato, nella poesia Correspondances, della natura come di un tempio dove profumi, colori e suoni si rispondono, e Stéphane Mallarmé e Paul Verlaine ripresero il tono. Nel 1886 Jean Moréas pubblicò un manifesto simbolista su Le Figaro. Lo stesso anno gli impressionisti tennero la loro ultima mostra collettiva, e una nuova generazione voleva fare qualcosa di diverso dal riprodurre la luce.

I simbolisti ritenevano insufficiente la realtà superficiale del naturalismo e dell’impressionismo. Volevano cogliere l’idea dietro il visibile, come morte, desiderio, angoscia e nostalgia. Lo facevano con simboli interpretabili in più modi: un fiore, una figura solitaria, uno sguardo, un lago. Per questo le immagini simboliste sono spesso difficili da mettere in parole, ed è voluto.

I francesi e i belgi

Gustave Moreau dipinse scene bibliche e mitologiche, come Salomè, con una ricchezza di dettagli ardente, da gioielliere, più simile a un sogno che alla storia. Odilon Redon realizzò carboncini neri e litografie con un occhio che fluttua come un pallone e altre creature strane, e poi, in età avanzata, pastelli dai colori chiari. Paul Gauguin, ritiratosi a Tahiti, dipinse campiture piatte e simboliche con la domanda Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo?

In Belgio James Ensor dipinse maschere di carnevale e scheletri, e in Svizzera Ferdinand Hodler diede alle figure ritmo e ripetizione. L’Isola dei morti di Arnold Böcklin, in più versioni dal 1880 in poi, con una barca a remi che si avvicina a un’isola rocciosa di cipressi, divenne l’immagine più nota del simbolismo e appese in molte case d’Europa.

Il simbolismo nel Nord e a Vienna

In Svezia il simbolismo coincide con il romanticismo nazionale. Ernst Josephson dipinse Lo spirito delle acque nel 1884, uno spirito fluviale nudo e inquietante che suona il violino in una cascata, che suscitò ammirazione e sdegno. Il principe Eugenio diede un’anima al paesaggio ne La nuvola, dove una nuvola solitaria incombe su un bosco scuro. Nei primi anni del Novecento Hilma af Klint si spinse oltre con composizioni astratte e spirituali come I dieci più grandi.

In Finlandia Akseli Gallen-Kallela trasse immagini dall’epos del Kalevala, e in Danimarca Vilhelm Hammershøi dipinse stanze silenziose e grigie dove il tempo sembra fermo. Edvard Munch appartiene sia a questo ambito sia all’espressionismo, e a Vienna Gustav Klimt portò il simbolismo verso oro, decoro ed erotismo nella Secessione viennese con Il bacio.

L’eredità

Il simbolismo pose le basi di gran parte di ciò che venne dopo. Munch e altri lo portarono avanti nell’espressionismo, e le immagini del sogno e l’inconscio ritornarono con i surrealisti. Il suo gusto per l’ornamento e le curve influenzò anche l’Art Nouveau in arte, architettura e design; leggi sull’Art Nouveau in architettura.

Il simbolismo coincide spesso con il periodo detto postimpressionismo, e in Svezia con i successori degli Oppositori. Leggi anche le differenze nella guida al postimpressionismo. Vale la pena riconoscere il simbolismo quando un’immagine sembra dire più di ciò che mostra.

Come riconoscerlo

Esercizio

Che cosa volevano soprattutto rappresentare i simbolisti?