L’espressionismo: caratteristiche, artisti e opere

L’espressionismo è un movimento artistico dell’inizio del Novecento in cui l’artista rappresenta l’esperienza interiore anziché il mondo visibile. I colori sono forti e spesso irreali, le linee spigolose e i soggetti deformati per accentuare angoscia, tensione o gioia di vivere.

Fatti

Dall’impressione all’espressione

Gli impressionisti volevano cogliere ciò che vede l’occhio, gli espressionisti ciò che sente l’anima. I modelli esistevano già nell’Ottocento: Vincent van Gogh con le sue pennellate tormentate, James Ensor con le sue maschere e soprattutto Edvard Munch. Il suo Urlo del 1893 mostra una figura su un ponte sotto un cielo rosso sangue ed è forse l’immagine che più di ogni altra rappresenta l’angoscia moderna.

La parola espressionismo entrò in uso intorno al 1911 in Germania, prima per i pittori che lavoravano in modo nuovo, poi come nome collettivo. Finì per indicare non solo la pittura ma anche la grafica, la scultura, la letteratura, il teatro e il cinema. Un esempio noto è il film Il gabinetto del dottor Caligari (1920), con le sue scenografie storte.

Die Brücke e Der Blaue Reiter

Nel 1905 quattro studenti di architettura a Dresda fondarono il gruppo Die Brücke, il ponte, con i pittori Ernst Ludwig Kirchner, Erich Heckel e Karl Schmidt-Rottluff. Dipingevano nudi nella natura e scene di città con colori aspri e contorni netti, e fecero rivivere la xilografia. Emil Nolde ne fece parte per breve tempo e divenne noto per i suoi colori ardenti e i suoi fiori.

A Monaco, nel 1911, si riunì un altro gruppo attorno a Vasilij Kandinskij e Franz Marc con il nome di Der Blaue Reiter, il cavaliere azzurro. Erano meno interessati all’inquietudine della metropoli e più alla forza spirituale del colore; Marc dipingeva animali in colori simbolici e Kandinskij andava verso l’astratto, come in Composizione VII. Leggi di più nella guida all’arte astratta.

Austria, donne e Nord

A Vienna Egon Schiele e Oskar Kokoschka dipinsero figure magre e nervose, dalle linee taglienti e con una serietà psicologica senza uguali all’epoca. Käthe Kollwitz usò l’acquaforte, la litografia e la scultura per raccontare povertà, lutto e guerra, ed è spesso annoverata tra gli espressionisti anche se rimase fuori dai gruppi.

In Svezia la mostra del gruppo De unga nel 1909 attirò l’attenzione. Isaac Grünewald e la moglie Sigrid Hjertén portarono da Parigi le lezioni di Henri Matisse e dipinsero con colori forti e piatti, come nell’Interno di atelier della Hjertén. In lei i colori erano spesso ancora più audaci che nei colleghi.

Proibito e riscoperto

Dopo la Prima guerra mondiale lo stile proseguì in forme nuove, tra cui la Neue Sachlichkeit, la nuova oggettività, più fredda e spietata. Quando i nazisti presero il potere nel 1933, l’espressionismo fu bollato come «degenerato». Nel 1937 organizzarono a Monaco la mostra Entartete Kunst, dove opere di Nolde, Kirchner e Marc, tra gli altri, furono esposte per essere derise, e molti artisti ebbero il divieto di dipingere.

Dopo il 1945 l’espressionismo fu riscoperto e influenzò poi l’espressionismo astratto di New York. Leggi anche in che cosa si oppone al suo contrario nella guida a impressionismo ed espressionismo e sul simbolismo, vicino nel tempo.

Come riconoscerlo

Esercizio

Quale gruppo fu fondato a Dresda nel 1905 e di solito è considerato il primo gruppo espressionista?