Il fauvismo: colori selvaggi, Matisse e Derain

Il fauvismo è un movimento artistico di breve durata in Francia, intorno al 1905–1908, in cui il colore si libera dalla realtà. Gli artisti, guidati da Henri Matisse e André Derain, dipingevano cieli rossi e volti verdi con colori puri e forti, pensati per esprimere il sentimento e costruire l’immagine.

Fatti

Lo scandalo del 1905

Nell’autunno 1905 un gruppo di dipinti fu mostrato in una sala a parte del Salon d’Automne di Parigi. Lì c’era anche una scultura di stile rinascimentale di Albert Marque, e il critico Louis Vauxcelles scrisse che era come un Donatello in mezzo alle belve, les fauves. Il soprannome rimase. Si riferiva ai colori selvaggi dei quadri intorno, tra cui la Donna con cappello di Henri Matisse, dal volto dipinto di verde, rosa e giallo, che gli amici Leo e Gertrude Stein acquistarono.

Nell’estate 1905 Matisse e André Derain avevano lavorato fianco a fianco a Collioure, villaggio di pescatori sul Mediterraneo. La luce intensa li spinse a portare il colore al limite. Maurice de Vlaminck, che lavorava sulla Senna fuori Parigi, dipingeva con analoga violenza ed entusiasmo. Nel 1906 Derain dipinse a Londra una serie di vedute del Tamigi, tra cui Charing Cross Bridge, su commissione del mercante d’arte Ambroise Vollard.

Modelli e idee

I fauves si rifacevano alle campiture piatte e simboliche di Paul Gauguin, alla pennellata intensa di Vincent van Gogh, come nei Girasoli, e alla teoria del colore di Georges Seurat, come nella Grande Jatte. Da Seurat e dai suoi seguaci presero la divisione in tocchi di colore puro, ma sostituirono la scienza con la spontaneità.

L’idea era che il colore potesse reggere da solo il quadro. Una strada rossa o un bosco blu non dovevano essere veri, ma solo funzionare nell’insieme. Matisse disse poi di voler creare un’arte di equilibrio e purezza, «una buona poltrona» per le persone stanche, il che mostra quanto poco volesse scioccare e quanto volesse creare armonia. La sua grande Gioia di vivere (1905–1906) mostra figure nude che danzano e riposano in un paesaggio di colori puri e linee fluide.

Matisse dopo il fauvismo

Il fauvismo come gruppo si sciolse già intorno al 1908. Derain si orientò verso uno stile più severo e classico, e Georges Braque lasciò il gruppo per il cubismo. Matisse, invece, proseguì all’insegna del colore, semplificando sempre più le forme. Nella Danza (1910) l’intera composizione è fatta di cinque figure nude rosse su fondo blu e verde, senza ombre e senza prospettiva.

Nel 1908 Matisse aprì a Parigi una scuola, dove molti artisti stranieri imparavano le sue idee. Tra loro c’erano diversi svedesi, come Isaac Grünewald, Sigrid Hjertén, Einar Jolin e Leander Engström, che portarono a casa i colori puri. L’Interno di atelier della Hjertén mostra la variante svedese, spesso chiamata «i giovani».

L’importanza del fauvismo

Il fauvismo fu il primo dei grandi movimenti d’avanguardia del Novecento e aprì la strada all’espressionismo tedesco; Vasilij Kandinskij e i suoi colleghi avevano visto i quadri francesi. Aprì anche la strada alla pittura astratta di colore, in cui il colore diventa il fulcro dell’immagine. Vedi anche l’avanguardia e l’avanguardia francese.

La differenza rispetto all’espressionismo è spesso questione di tono. I fauves erano più giocosi, luminosi e decorativi, mentre gli espressionisti tedeschi erano più cupi e angosciati. Leggi di più nelle guide all’espressionismo e al postimpressionismo, e sul ruolo del colore alla voce colore.

Come riconoscerlo

Esercizio

Che cosa significa la parola fauves, che diede il nome al fauvismo?