La differenza tra impressionismo ed espressionismo

L'impressionismo, nato in Francia negli anni Settanta dell'Ottocento, cerca di cogliere come appaiono luce e colore in un singolo istante. L'espressionismo, affermatosi in Germania intorno al 1905, vuole invece esprimere un sentimento interiore e per questo deforma forme e colori. L'uno dipinge l'impressione dall'esterno, l'altro l'espressione dall'interno.

Fatti

Impressione ed espressione

I nomi dicono quasi tutto. L'impressione è ciò che raggiunge l'occhio: gli impressionisti volevano cogliere come appare il mondo in una certa luce, in un certo secondo. I loro quadri parlano di sole sull'acqua, di nebbia su un porto o di ombre su un boulevard.

L'espressione è ciò che viene da dentro. Agli espressionisti importava meno come appariva una cosa e più come la si sentiva. Un cielo poteva essere rosso sangue e un volto verde se trasmetteva angoscia, estasi o rabbia. Se l'impressionismo è un'arte del vedere, l'espressionismo è un'arte del sentire.

Impressionismo: la luce nell'istante

L'impressionismo prese forma a Parigi e fu chiamato così da Impressione, levar del sole di Claude Monet, esposto alla prima mostra del gruppo nel 1874. I pittori amavano lavorare all'aperto, con colori chiari e pennellate rapide, e raffiguravano il tempo libero, le città e i paesaggi.

L'atmosfera è di solito luminosa e piacevole. Renoir dipinse balli al sole e Morisot momenti tranquilli in casa. Anche quando Degas raffigura ballerine stanche, il suo sguardo è attento, non agitato. Per saperne di più leggi la guida all'impressionismo.

Espressionismo: il sentimento nel colore

Nel 1905 quattro studenti di architettura a Dresda, tra cui Ernst Ludwig Kirchner, fondarono il gruppo Die Brücke. Dipingevano con colori aspri, spesso puri, forme spigolose e contorni grossolani, e fecero rinascere la xilografia. Nel 1911 Vasilij Kandinskij e Franz Marc fondarono a Monaco Der Blaue Reiter, di orientamento più spirituale.

Nello stesso anno, il 1905, Henri Matisse e i suoi amici fecero scalpore al Salon d'Automne di Parigi con colori così forti che un critico li chiamò fauves, belve. A Vienna Egon Schiele e Oskar Kokoschka dipinsero corpi nervosi e scarni. Per saperne di più sul periodo vedi l'espressionismo tedesco.

Il ponte tra i due: van Gogh e Munch

La strada dall'uno all'altro passò per il postimpressionismo. Vincent van Gogh partì dai colori dell'impressionismo ma lasciò vorticare le pennellate di emozione, e nell'Urlo del 1893 Edvard Munch dipinse un'angoscia che sembra riempire l'intero paesaggio. Entrambi divennero modelli per i giovani espressionisti in Germania.

Per questo a volte si vedono pennellate simili in un impressionista tardo e in un espressionista precoce. La differenza sta nello scopo: mostrare come una cosa appare nella luce, o mostrare come la si sente dentro.

L'espressionismo in Svezia e il suo destino

In Svezia gli artisti del gruppo De unga (I giovani), che esposero dal 1909, furono influenzati da Matisse e dall'espressionismo. Sigrid Hjertén e Isaac Grünewald dipinsero con colori forti e forme semplificate, come nell'Interno di studio di Hjertén del 1916. Il periodo ha una pagina propria: I giovani e l'espressionismo.

In Germania l'espressionismo ebbe una fine brutale. I nazisti lo bollarono come degenerato, e nel 1937 opere tra gli altri di Kirchner, Nolde e Marc furono esposte alla mostra Entartete Kunst a Monaco per essere derise. Molte opere furono vendute o distrutte.

Come distinguerli

Esercizio

Quale gruppo di artisti fu fondato a Dresda nel 1905?