Le parti della katana: lama, tsuba e linea di tempra
Una katana ha due parti principali: la lama e la montatura. La punta della lama si chiama kissaki, il filo ha, il dorso mune e la cresta lungo il fianco shinogi. La chiara linea di tempra lungo il filo si chiama hamon. La montatura è composta dal collare della lama habaki, dalla guardia tsuba, dall'impugnatura tsuka con ornamenti detti menuki, dal pomolo kashira e dal fodero saya con il cordone sageo. Sotto l'impugnatura è nascosto il codolo, nakago, dove il fabbro firmava il proprio nome.
Fatti
- La lama: Kissaki (punta), ha (filo), hamon (linea di tempra), shinogi (cresta), mune (dorso)
- La montatura: Habaki, tsuba, tsuka, menuki, kashira
- Il fodero: Saya in legno laccato, con il cordone sageo
- Parte nascosta: Nakago, il codolo, con la firma del fabbro (mei)
- L'acciaio: Tamahagane, ottenuto da sabbia ferrosa in un forno d'argilla
- Età dell'oro: Periodo Kamakura, 1185–1333; il fabbro Masamune
La lama vista dall'alto
La punta, kissaki, è delimitata da una linea trasversale chiamata yokote. È la parte più difficile da forgiare e da lucidare, e gli intenditori guardano prima lì. Lungo il fianco della lama corre una cresta, shinogi, e la superficie tra la cresta e il dorso si chiama shinogi-ji. Il filo, ha, è il bordo duro che taglia, mentre il dorso, mune, è tenace e si piega invece di spezzarsi. La curvatura della lama si chiama sori.
Tra il filo e la cresta si vede la linea di tempra, hamon, come una banda bianca e nebbiosa con una forma propria: dritta, ondulata o a forma di chiodi di garofano. Nasce durante la tempra ed è insieme tecnica e arte. La linea prosegue nella punta, dove si chiama boshi. Lo schema qui sotto mostra le parti; indicale per vederne i nomi.
Come nasce l'hamon
Le spade giapponesi venivano forgiate in tamahagane, un acciaio ottenuto da sabbia ferrosa e carbone in un forno d'argilla. Il fabbro ripiegava l'acciaio molte volte per uniformare il tenore di carbonio ed eliminare le scorie, e la ripiegatura dà alla superficie un disegno chiamato hada, simile alla venatura del legno. Spesso un acciaio più duro veniva posto attorno a un'anima più tenera.
Prima della tempra la lama veniva ricoperta di argilla, sottile sul filo e spessa sul dorso. Quando la lama incandescente veniva raffreddata nell'acqua, il filo si raffreddava rapidamente e diventava molto duro, mentre il dorso si raffreddava più lentamente e restava tenace. La differenza dà alla lama anche parte della sua curvatura. Il confine tra le due zone è l'hamon. In esso si vedono piccoli cristalli scintillanti, nie, e una foschia più morbida, nioi, che gli intenditori valutano come le pennellate in un dipinto.
La montatura: dall'habaki al kashira
Vicino alla lama c'è l'habaki, un collare di rame, argento o oro che blocca la lama nel fodero e assorbe l'urto di un colpo. Poi viene la tsuba, la guardia, che protegge la mano. Nel periodo Edo la tsuba divenne un artigianato artistico a sé, spesso di ferro con motivi traforati o intarsi d'oro e d'argento, e oggi viene collezionata come piccola scultura.
L'impugnatura, tsuka, è di legno rivestito di pelle di razza e avvolto con nastro di seta in un motivo a rombi che dà una presa salda. Sotto l'avvolgimento si trovano i menuki, piccoli ornamenti di metallo con draghi, fiori o animali che riempiono il palmo. All'estremità c'è il pomolo, kashira. L'impugnatura è fissata al codolo con un piccolo perno di bambù, mekugi, così che la lama possa essere estratta ed esaminata. L'intera montatura si chiama koshirae.
Il fodero e la parte nascosta
Il fodero, saya, è di leggero legno di magnolia e laccato, in nero o a colori. Sul lato c'è un piccolo bottone, kurikata, dove si fissa il cordone sageo per legare il fodero alla cintura. Una spada conservata senza essere usata viene spesso messa in un semplice fodero di legno naturale, shirasaya, così che la lama possa respirare.
La parte più importante per uno storico non si vede. Il codolo, nakago, sta dentro l'impugnatura e non va mai lucidato. Lì si trova la firma del fabbro, mei, talvolta con l'anno e il luogo, e la patina di ruggine del codolo e i segni di lima aiutano a stabilire l'età e l'autenticità. Molte delle spade più celebri sono comunque prive di firma o hanno il codolo accorciato.
Masamune e la storia della spada
Le spade giapponesi curve nacquero nel periodo Heian. Le più antiche, i tachi, si portavano appese con il filo rivolto verso il basso. Durante il periodo Kamakura, l'età dei samurai, l'arte della forgiatura raggiunse il suo culmine, e il fabbro Masamune, attivo nella provincia di Sagami intorno al 1300, è considerato il più grande del Giappone. Il Fudō Masamune, una spada corta con l'incisione del dio Fudō, è una delle pochissime attribuite a lui con certezza; appartenne alla famiglia Tokugawa e oggi si trova a Nagoya.
La katana in senso stretto, portata infilata nella cintura con il filo rivolto verso l'alto così da poter essere estratta e colpire in un unico movimento, divenne comune nel periodo Muromachi. Nel periodo Edo i samurai portavano una coppia di spade, una katana lunga e una più corta, il wakizashi. Dopo il 1876 fu vietato portare spade in pubblico, e le spade divennero oggetti d'arte; vedi il Giappone moderno.
Guardare una spada giapponese
In un museo la lama è spesso esposta da sola, senza montatura, con la luce orientata in modo che la superficie si veda. Avvicinati e segui l'hamon dall'impugnatura fino alla punta. La linea è dritta o ondulata? Vedi piccoli punti scintillanti? Prosegue con regolarità nel kissaki? Guarda poi l'hada, il disegno dell'acciaio, e come la curvatura si distribuisce lungo la lama.
Le montature sono spesso esposte in vetrine proprie, e lì si può seguire come tsuba e menuki siano diventati una miniatura artistica a sé, con soggetti dello stesso mondo delle xilografie; leggi la guida sull'ukiyo-e. Le spade appartengono alla storia dell'arte giapponese tanto quanto i dipinti. La porcellana cinese ha un proprio lessico corrispondente; vedi le forme dei vasi cinesi, e per i templi e le case l'architettura giapponese.
Cosa osservare
- Hamon: la linea di tempra lungo il filo e la sua forma
- Kissaki e yokote: la punta e la linea che la delimita
- Shinogi: la cresta lungo il fianco della lama
- Hada: il disegno dell'acciaio dopo la ripiegatura
- Tsuba: la guardia, spesso un'opera d'arte in ferro
- Tsuka: l'avvolgimento a rombi dell'impugnatura sopra i menuki
Esercizio
Come si chiama la chiara linea di tempra lungo il filo della lama?
- Hamon
- Tsuba
- Saya
- periodo Kamakura
- Masamune
- Fudō Masamune
- periodo Muromachi
- periodo Edo
- Giappone moderno
- ukiyo-e
- storia dell'arte giapponese
- forme dei vasi cinesi
- architettura giapponese
- Che cos'è l'ukiyo-e? Le xilografie giapponesi da Hokusai a Hiroshige
- L’architettura giapponese: legno, tatami e maestri moderni
- Giapponismo: quando il Giappone cambiò l'arte e il design europei
- Forme dei vasi cinesi: meiping, yuhuchunping e gu
- Guide