Il Gruppo di Halmstad: surrealismo e cubismo svedesi

Il Gruppo di Halmstad era un gruppo di artisti fondato nel 1929 da sei giovani della zona di Halmstad: i fratelli Erik e Axel Olson, Sven Jonson, Esaias Thorén, Waldemar Lorentzon e Stellan Mörner. Cominciarono con il cubismo e negli anni trenta diventarono i principali surrealisti della Svezia, con spiagge deserte, oggetti sospesi e una luce nitida e fredda. Il gruppo rimase unito per oltre cinquant’anni, e la sua storia è illustrata al Mjellby konstmuseum.

Fatti

Sei artisti dell’Halland

Il Gruppo di Halmstad fu fondato nel 1929, e i sei membri erano tutti giovani e originari della stessa zona. Parecchi di loro avevano studiato a Parigi negli anni venti. Erik Olson vi fu influenzato dal cubismo e da Fernand Léger, e altri del gruppo studiarono con André Lhote, che gestiva una scuola di pittura popolare tra gli stranieri. Insieme volevano portare il modernismo internazionale nell’arte svedese.

Che un intero gruppo di artisti moderni nascesse in una città media dell’Halland, e non a Stoccolma, era insolito. Ciò diede al gruppo un’identità propria. Spiagge, dune e pianure dell’Halland fanno da sfondo a molte delle loro opere, anche quando i soggetti diventarono onirici.

L’inizio cubista

Nei primi anni il gruppo lavorò in uno stile cubista rigoroso e costruttivo. Paesaggi e nature morte erano costruiti con forme geometriche, e i colori erano spesso limitati e freddi. Le opere somigliano più al cubismo meccanico di Léger che alle prime forme scomposte di Picasso e Braque. Per saperne di più sul contesto c’è la guida Che cos’è il cubismo?

Il sogno prende il sopravvento

Negli anni trenta il gruppo si volse al surrealismo. L’ispirazione venne da Giorgio de Chirico, Salvador Dalí e René Magritte. Le opere mostrano spesso spiagge deserte, oggetti che fluttuano nell’aria o si trovano nel posto sbagliato e una luce nitida e fredda che fa sembrare tutto irreale. La persistenza della memoria di Dalí e Il tradimento delle immagini di Magritte mostrano il tipo di pittura con cui si misurarono.

Il surrealismo del Gruppo di Halmstad si distingueva comunque da quello francese. I pittori svedesi usavano di rado il disegno automatico o i metodi casuali. Dipingevano invece con cura e chiarezza, con contorni netti e composizioni quasi classiche. Il sogno non era selvaggio e caotico ma quieto, freddo ed enigmatico, e si svolgeva spesso in un paesaggio facilmente riconoscibile. Esaias Thorén divenne uno dei più poetici, con strani oggetti e figure in stanze deserte. Per saperne di più sul movimento c’è la guida Che cos’è il surrealismo?

Copenaghen 1935 e l’accoglienza

Un’occasione importante fu la mostra Kubisme–Surrealisme a Copenaghen nel 1935, in cui il Gruppo di Halmstad fu presentato insieme ad artisti danesi come Vilhelm Bjerke-Petersen e Wilhelm Freddie. La mostra mostrò che il surrealismo aveva attecchito nel Nord e che esisteva una variante nordica propria, più legata al paesaggio e alla luce. Lo stesso anno il gruppo espose opere surrealiste in Svezia.

In patria l’accoglienza fu mista. Molti critici trovavano il surrealismo incomprensibile, e l’arte moderna faticava ancora a raggiungere un pubblico ampio. Il gruppo continuò comunque a esporre insieme e col tempo fu considerato un pioniere dell’arte moderna in Svezia.

Un gruppo per oltre cinquant’anni

La cosa più notevole del Gruppo di Halmstad è forse che restò unito così a lungo, con gli stessi sei membri. Non fu mai sciolto formalmente, e i sei esposero insieme fino al secondo dopoguerra inoltrato, anche se ciascuno seguiva la propria strada. Erik Olson si volse a soggetti religiosi e spirituali e realizzò arte per le chiese, Stellan Mörner divenne scenografo, Sven Jonson dipinse paesaggi cosmici e Thorén si spostò verso una pittura più libera e astratta. Erik Olson morì nel 1986 e Thorén nel 1981.

La storia complessiva del gruppo si trova al Mjellby konstmuseum, nei pressi di Halmstad, interamente dedicato a esso, che conserva opere, lettere e documenti. A Halmstad, in Stora torg, si trova anche la scultura di Carl Milles Europa e il toro.

Il surrealismo nel resto della Svezia

Il Gruppo di Halmstad non rimase solo a lungo. Durante la seconda guerra mondiale artisti come Endre Nemes e Peter Weiss giunsero in Svezia come profughi e portarono con sé il modernismo dell’Europa centrale. A Malmö si formarono il gruppo Minotaur nel 1943 e gli Imaginisti nel 1946, con, tra gli altri, Max Walter Svanberg, le cui fantastiche figure femminili attirarono l’attenzione del capo dei surrealisti André Breton. Nello stesso periodo i coloristi di Göteborg lavoravano con il colore sulla costa occidentale. Entrambe le tendenze sono descritte nell’epoca dell’app Gli anni trenta: coloristi e surrealisti.

Osserva la luce quando guardi un dipinto del Gruppo di Halmstad. Le ombre sono spesso lunghe e nette, come nelle piazze vuote di de Chirico, e il cielo è limpido. Cerca poi ciò che non quadra: un oggetto che fluttua, una scala sbagliata o qualcosa che sta dove non dovrebbe.

Come riconoscerlo

Esercizio

In quale anno fu fondato il Gruppo di Halmstad?