Trompe-l’œil e di sotto in su: l’arte di ingannare l’occhio
Il trompe-l’œil, in francese «inganna l’occhio», è una pittura così realistica che per un attimo l’osservatore crede che sia vera: una mosca sulla cornice, una nicchia nel muro o un soffitto che si apre sul cielo. Il «di sotto in su» è una variante per soffitti e volte, in cui le figure sono dipinte come se fluttuassero sopra l’osservatore e fossero viste dal basso.
Fatti
- Pronuncia: Trompe-l’œil: trompe-lòi (pronuncia francese); di sotto in su: di sòtto in sù
- Origine: L’antichità; il racconto di Zeusi e Parrasio
- Fondamento: La prospettiva centrale della Firenze del Quattrocento
- Pittura di soffitti: Mantegna a Mantova, Pozzo a Roma, Tiepolo a Würzburg
- In casa: Marmo dipinto, nicchie e pannelli
- Parente: L’anamorfosi, come negli Ambasciatori di Holbein
L’uva e la tenda
Già gli autori antichi raccontavano di dipinti che ingannavano l’occhio. Lo scrittore romano Plinio il Vecchio riferisce di una gara tra due pittori greci. Zeusi dipinse dell’uva così realistica che gli uccelli volarono a beccarla. Parrasio lo invitò allora a scostare la tenda davanti al suo dipinto, ma la tenda era dipinta. Zeusi riconobbe la sconfitta: lui aveva ingannato degli uccelli, ma Parrasio aveva ingannato un pittore.
Il racconto è un aneddoto, ma mostra un ideale che da allora accompagna la pittura. Saper ingannare l’occhio era una prova di abilità. Nelle case romane, come a Pompei, le pareti erano dipinte con colonne, finestre e vedute che ampliavano le stanze piccole. La parola trompe-l’œil è invece molto più recente ed entrò in uso in Francia molto più tardi.
La prospettiva trasforma la parete in una stanza
Il vero strumento dell’illusione arrivò con la prospettiva centrale nella Firenze del Quattrocento. Quando le linee dell’immagine convergono in un punto di fuga all’altezza degli occhi dell’osservatore, una parete piana può sembrare un’apertura su una stanza. L’affresco della Trinità di Masaccio nella chiesa di Santa Maria Novella, degli anni venti del Quattrocento, mostra una cappella dipinta con volta a cassettoni che sembra penetrare nel muro.
Uno dei primi soffitti che ingannano l’occhio si trova nel palazzo ducale di Mantova. Nella Camera degli Sposi, che Andrea Mantegna terminò nel 1474, dipinse un’apertura circolare nel soffitto. Da una balaustra donne e piccoli angeli guardano in basso verso il visitatore, e un vaso con una pianta sta pericolosamente vicino al bordo. Le figure sono scorciate e viste dal basso. È il di sotto in su nella sua prima forma compiuta.
Il soffitto aperto del Barocco
Il Barocco fece dell’illusione uno dei suoi espedienti principali. Nella chiesa madre dei gesuiti, il Gesù a Roma, Giovanni Battista Gaulli, detto il Baciccio, dipinse negli anni settanta del Seicento l’affresco del soffitto Il trionfo del nome di Gesù. Il cielo sembra riversarsi attraverso la volta, e figure di stucco dipinto scivolano oltre la cornice, così che il confine tra immagine ed edificio si dissolve.
Nella chiesa di Sant’Ignazio a Roma si trova forse il trucco più famoso. La cupola prevista non fu mai costruita, e il gesuita fratel Andrea Pozzo dipinse al suo posto una cupola su una tela piatta. Un segno sul pavimento indica dove ci si deve mettere perché l’illusione funzioni; spostandosi, la cupola appare storta. Pozzo dipinse anche il soffitto della navata, dove l’architettura sembra proseguire verso il cielo. Questo tipo di architettura dipinta si chiama quadratura.
Il culmine fu raggiunto in Germania. Nello scalone della Residenza di Würzburg Giovanni Battista Tiepolo e i suoi figli dipinsero nel 1750–1753 uno dei più grandi affreschi di soffitto del mondo, con Apollo e i quattro continenti. Uomini, animali e dèi si accalcano lungo i bordi mentre al centro si apre un cielo luminoso. Chi sale la scala vede continuamente nuove figure spuntare oltre il bordo.
La mosca sulla cornice
Il trompe-l’œil esiste anche in piccola scala. Lo storico dell’arte Vasari racconta che il giovane Giotto dipinse una mosca sul naso di una figura a cui lavorava il suo maestro Cimabue, e che Cimabue cercò di scacciarla. Se sia accaduto o no, nessuno lo sa, ma la mosca divenne uno scherzo ricorrente nella pittura, un modo per mostrare che il pittore sapeva fare più di quanto gli era stato commissionato.
Nel Seicento pittori olandesi e fiamminghi realizzarono interi dipinti destinati solo a ingannare l’occhio: portalettere con fogli infilati dietro nastri, armadi aperti e scaffali con oggetti a grandezza naturale. Cornelis Gijsbrechts, che lavorò alla corte danese, dipinse perfino il retro di un quadro incorniciato, con il telaio e un piccolo biglietto. Era fatto per essere appoggiato a una parete, come se qualcuno avesse dimenticato di girarlo.
Un parente del trompe-l’œil è l’anamorfosi, un’immagine deformata che si vede correttamente solo da un’angolazione precisa. La più nota si trova negli Ambasciatori di Holbein, dove un teschio fluttua obliquo sul pavimento; per saperne di più c’è la guida sugli Ambasciatori.
Ingannare l’occhio in casa
La pittura illusionistica entrò anche nelle case comuni. I pittori decoratori dipingevano marmo sul legno, venature che imitavano essenze più pregiate, nicchie, pannelli e cornici dove la parete era del tutto liscia. Nelle stanze in stile gustaviano le pareti potevano avere paraste e rilievi dipinti in grigio, la grisaille. Il glossario della parte dedicata al design spiega i termini della pittura decorativa.
Nel Teatro di corte di Drottningholm, del 1766, le scenografie sono ancora dipinte in prospettiva, così che un palcoscenico stretto sembra una lunga strada o un palazzo. Oggi la tradizione continua nei murales sui muri ciechi e nella street art, dove i dipinti sul marciapiede sembrano buche profonde o scale se guardati dal punto giusto.
Cosa osservare
Cerca il punto in cui l’illusione funziona meglio. In un soffitto è spesso al centro sotto il dipinto o all’ingresso, e talvolta è segnato sul pavimento. Poi fai qualche passo di lato e osserva come l’architettura comincia a inclinarsi e le figure a deformarsi. Guarda anche le ombre: in un trompe-l’œil ben riuscito cadono nella stessa direzione della vera luce proveniente dalle finestre della stanza. Cerca infine il confine tra il dipinto e il reale, che spesso è nascosto da stucchi, cornici o una balaustra dipinta.
Come riconoscerlo
- Oggetti a grandezza naturale che sembrano trovarsi fuori dall’immagine
- Architettura dipinta che prosegue quella reale
- Ombre che seguono la luce reale della stanza
- Figure nei soffitti viste dal basso, con corpi scorciati e piante dei piedi
- Un punto della stanza in cui l’illusione funziona meglio
- Il confine tra dipinto e reale è nascosto da stucchi o cornici
Esercizio
Che cosa significa di sotto in su?
- Ingannare l’occhio
- Dal basso verso l’alto
- Luce e ombra
- prospettiva centrale
- Andrea Mantegna
- il Gesù
- Residenza di Würzburg
- Giovanni Battista Tiepolo
- Giotto
- Cimabue
- Ambasciatori
- glossario
- Drottningholm
- Che cos'è la prospettiva lineare? Come funziona e come trovarla
- Che cos'è l'arte barocca? Caratteristiche e artisti principali
- Gli ambasciatori di Holbein: il teschio e i simboli
- L'architettura barocca – come riconoscerla
- Guide