Che cos'è la prospettiva lineare? Come funziona e come trovarla
La prospettiva lineare è un modo di rendere la profondità su una superficie piana. Le linee che nella realtà sono parallele e si allontanano nello spazio vengono disegnate in modo da convergere in un punto di fuga sulla linea dell'orizzonte, all'altezza degli occhi di chi guarda. Il metodo fu sviluppato a Firenze all'inizio del Quattrocento e divenne il fondamento della pittura rinascimentale.
Fatti
- Sviluppata: Firenze, 1415–1435 circa
- Pionieri: Filippo Brunelleschi (gli esperimenti) e Leon Battista Alberti (la teoria, 1435)
- Esempio precoce: L'affresco della Trinità di Masaccio, 1425–1427 circa
- Concetti chiave: Linea dell'orizzonte, punto di fuga, scorcio
- Altre prospettive: Prospettiva aerea, prospettiva gerarchica, prospettiva parallela
Come funziona
Immagina di stare in mezzo a una strada lunga e diritta. I marciapiedi, le gronde e le file di finestre corrono paralleli, ma all'occhio sembrano avvicinarsi verso un punto lontano. Quello è il punto di fuga. Si trova sempre sulla linea dell'orizzonte, che è all'altezza dei tuoi occhi.
Nella prospettiva lineare tutte le linee che entrano dritte nello spazio convergono in un unico punto di fuga, spesso al centro del quadro. Gli oggetti diventano più piccoli quanto più sono lontani, secondo una scala regolare. Un pavimento a piastrelle quadrate diventa una griglia di trapezi sempre più stretti, uno dei modi più chiari di mostrare la prospettiva.
L'invenzione a Firenze
All'inizio del Quattrocento l'architetto Filippo Brunelleschi compì un esperimento famoso: dipinse il Battistero di Firenze su una piccola tavola e fece guardare lo spettatore attraverso un foro nella tavola il suo riflesso in uno specchio. L'immagine corrispondeva esattamente all'edificio reale. Nel 1435 Leon Battista Alberti descrisse come costruire la prospettiva nel suo trattato sulla pittura.
Masaccio fu tra i primi a usare il metodo su larga scala. Nell'affresco della Trinità nella chiesa di Santa Maria Novella, dipinto intorno al 1425–1427, una cappella con volta a botte sembra aprirsi nel muro. Più tardi Piero della Francesca scrisse un proprio trattato sulla prospettiva.
I capolavori
Nell'Ultima cena Leonardo da Vinci fa sì che tutte le travi del soffitto e le pareti conducano l'occhio alla testa di Cristo, seduto davanti a una finestra luminosa al centro del quadro. La prospettiva diventa un modo per mostrare chi conta di più. Nella Scuola di Atene Raffaello colloca il punto di fuga tra Platone e Aristotele.
Andrea Mantegna portò la tecnica all'estremo nel suo Cristo morto visto dai piedi, dove il corpo è fortemente scorciato. Lo scorcio è la prospettiva applicata ai singoli corpi e oggetti. Scopri di più sulla tecnica nella pagina Guardare l'arte: la prospettiva.
Altri modi di mostrare la profondità
La prospettiva lineare non è l'unico modo. La prospettiva aerea fa sì che ciò che è lontano diventi più pallido, più azzurro e più sfumato, come accade nella realtà quando c'è aria in mezzo. Leonardo la usò nello sfondo della Gioconda. A nord delle Alpi Jan van Eyck lavorava più a occhio: nel Ritratto dei coniugi Arnolfini le linee non convergono in un solo punto, eppure la stanza sembra profonda.
Nel Medioevo si usava spesso la prospettiva gerarchica, in cui le persone più importanti sono le più grandi indipendentemente da dove si trovano. Nelle immagini giapponesi e cinesi le linee parallele restano spesso parallele anche nel quadro, e la profondità è resa con strati e spazio vuoto, come nella Grande onda di Hokusai.
Come trovare il punto di fuga
Cerca linee rette che entrano nel quadro: piastrelle, travi del soffitto, bordi di tavoli, telai di finestre o facciate di case. Seguine due o tre con l'occhio, o con un righello su una riproduzione, finché si incontrano. Lì si trova il punto di fuga, e una linea orizzontale che lo attraversa è l'orizzonte.
Poi chiediti che cosa c'è lì. L'artista ha spesso collocato nel punto di fuga la figura o l'evento più importante del quadro. Confronta anche con il cubismo, che spezzò deliberatamente la prospettiva lineare per mostrare un soggetto da più lati contemporaneamente.
Come riconoscere la prospettiva lineare
- Le linee rette che entrano nel quadro convergono in un punto
- Il punto di fuga sta su una linea dell'orizzonte orizzontale all'altezza degli occhi
- I pavimenti a piastrelle formano una griglia che si restringe in lontananza
- Oggetti e figure diminuiscono regolarmente con la distanza
- La figura più importante del quadro sta spesso nel punto di fuga
- L'architettura dipinta, come volte e colonnati, rafforza la profondità
Esercizio
Dove si trova il punto di fuga nella prospettiva lineare?
- Sempre sul bordo inferiore del quadro
- Sulla linea dell'orizzonte, all'altezza degli occhi di chi guarda
- Fuori dal quadro, proprio sopra il soggetto
- Filippo Brunelleschi
- Leon Battista Alberti
- Masaccio
- Piero della Francesca
- Ultima cena
- Leonardo da Vinci
- Scuola di Atene
- Raffaello
- Andrea Mantegna
- Guardare l'arte: la prospettiva
- Jan van Eyck
- Ritratto dei coniugi Arnolfini
- Grande onda
- cubismo
- Che cos'è il Rinascimento? L'arte, gli artisti e le caratteristiche
- Come leggere un dipinto: un metodo passo dopo passo
- L'architettura del Rinascimento – caratteristiche ed edifici principali
- La scuola di Atene: i personaggi dell'affresco di Raffaello, chi è chi
- Che cos'è la prospettiva aerea? Come i pittori creano profondità con il colore
- L'Ultima Cena di Leonardo: gli apostoli, la prospettiva e il degrado
- Guide