L'Ultima Cena di Leonardo: gli apostoli, la prospettiva e il degrado
L'Ultima Cena è un dipinto murale di Leonardo da Vinci del 1495–1498 circa nel refettorio del convento di Santa Maria delle Grazie a Milano. Mostra il momento in cui Gesù dice che uno dei discepoli lo tradirà. I dodici apostoli siedono in quattro gruppi di tre, con Gesù solo al centro, e tutte le linee prospettiche della stanza si incontrano sulla sua testa. Leonardo non dipinse a vero affresco ma su intonaco asciutto, e per questo il colore cominciò a staccarsi già in vita sua.
Fatti
- Artista: Leonardo da Vinci (1452–1519)
- Dipinta: Ca. 1495–1498, per il duca Ludovico Sforza
- Luogo: Il refettorio di Santa Maria delle Grazie, Milano
- Dimensioni: Circa 4,6 × 8,8 metri
- Tecnica: Tempera e olio su intonaco asciutto, non vero affresco
- Restauro: 1978–1999, diretto da Pinin Brambilla Barcilon
Il momento dopo le parole
Le immagini precedenti dell'Ultima Cena mostravano spesso Gesù che distribuisce il pane, con Giuda solo dall'altra parte del tavolo. Leonardo scelse un altro momento: quello subito dopo che Gesù ha detto che uno di loro lo tradirà. Le parole attraversano la fila come una scossa. I discepoli si protendono, si ritraggono, si alzano, si interrogano a vicenda. Solo Gesù siede immobile, con le braccia aperte, e il suo corpo forma un triangolo.
Leonardo riteneva che un pittore dovesse mostrare i moti dell'anima attraverso quelli del corpo. Per questo ogni figura ha un gesto proprio: stupore, ira, dubbio, dolore. Fece molti studi di teste e di mani prima di cominciare, e alcuni si conservano nella Royal Collection britannica. Il dipinto occupa l'intera parete corta del refettorio, e i monaci consumavano i pasti con l'opera davanti agli occhi.
Gli apostoli, da sinistra a destra
L'identificazione si basa sugli appunti di Leonardo stesso e su una copia antica. All'estrema sinistra stanno Bartolomeo, Giacomo il Minore e Andrea, che alza le mani per lo sgomento. Il gruppo successivo è il più drammatico: Giuda, in ombra, si china all'indietro con una borsa in mano e ha rovesciato la saliera con il gomito; Pietro si protende con un coltello in mano; e Giovanni, giovane e pallido, si abbandona da un lato con le mani giunte.
A destra di Gesù siedono Tommaso, con l'indice alzato, Giacomo il Maggiore, con le braccia aperte, e Filippo, con le mani al petto come per dire che non è lui. All'estrema destra siedono Matteo, Taddeo e Simone, che si voltano l'uno verso l'altro e discutono. Il gruppo di tre ritorna nell'architettura dell'immagine, con tre finestre dietro Gesù. Per sapere come si riconoscono i santi dai loro attributi leggi la guida sull'iconografia.
La prospettiva: tutte le linee verso Gesù
Lo spazio del dipinto è costruito con la prospettiva centrale. Le travi del soffitto, gli arazzi delle pareti e le linee del pavimento corrono tutti verso un unico punto di fuga, che si trova presso la tempia destra di Gesù. Proprio lì è stato trovato un piccolo foro nell'intonaco, dove Leonardo probabilmente fissò un filo per tracciare le linee. Ovunque si guardi nell'immagine, lo sguardo viene ricondotto al suo volto.
La finestra dietro di lui funziona come un'aureola senza che sia dipinta alcuna aureola: la luce dall'esterno incornicia la testa. La prospettiva è inoltre calcolata per la sala. La luce nell'immagine cade da sinistra, come dalle vere finestre del refettorio, e lo spazio sembra proseguire quello reale. L'immagine esplicativa qui sotto mostra come funzionano i punti di fuga; approfondisci nella guida sulla prospettiva centrale e in Guardare l'arte: la prospettiva.
Perché il dipinto si degradò
Un vero affresco si dipinge su intonaco di calce fresco, un pezzo al giorno, e il colore si lega quando l'intonaco asciuga. Ciò richiede che il pittore lavori in fretta e con decisione, come fece Giotto nel Compianto sul Cristo morto. Leonardo voleva lavorare lentamente, ripensarci e costruire ombre e passaggi come in un dipinto a olio. Stese perciò il colore a tempera e a olio direttamente sulla parete asciutta, una tecnica detta a secco.
Il colore aderì male al muro umido. Già pochi anni dopo il completamento il dipinto cominciò a sfaldarsi, e nel Cinquecento fu descritto come quasi rovinato. L'immagine esplicativa sull'affresco qui sotto mostra come si costruisce un vero affresco, e la guida su affresco, tempera e olio spiega la differenza. Le voci a secco e giornata si trovano nel glossario.
La porta, le bombe e il restauro
Nel 1652 fu aperta una porta nella parete, e i piedi di Gesù scomparvero. Nei secoli seguenti il dipinto subì l'umidità, restauri sbagliati e un uso incauto della sala. Nell'agosto del 1943 il convento fu bombardato e il refettorio in parte distrutto, ma la parete con l'Ultima Cena si salvò, protetta da sacchi di sabbia e impalcature.
Tra il 1978 e il 1999 fu effettuato un restauro molto ampio, diretto da Pinin Brambilla Barcilon. Le ridipinture successive furono rimosse e ciò che restava del colore di Leonardo fu messo in luce. Il risultato fu molto discusso, perché una parte consistente dell'originale risultò perduta, ma i colori divennero più chiari e i volti più nitidi. Dal 1980 il convento e il dipinto fanno parte del patrimonio mondiale dell'UNESCO.
Vederla
I visitatori entrano in piccoli gruppi per un tempo breve e stabilito, per proteggere il dipinto, e i biglietti si prenotano con largo anticipo. Mettiti al centro della sala e osserva come la prospettiva si inserisce nello spazio. Cerca poi Giuda: è l'unico il cui volto è in ombra.
Leonardo iniziò la Gioconda alcuni anni dopo, e lì si vede lo stesso interesse per i passaggi morbidi; vedi la guida sulla Gioconda. In che cosa si distingueva dal suo rivale è descritto in Leonardo e Michelangelo, e l'epoca si trova sotto il Rinascimento italiano.
Cosa osservare
- Gesù al centro, solo, con il corpo a triangolo
- Quattro gruppi di tre apostoli
- Giuda in ombra, con la borsa e la saliera rovesciata
- Il coltello di Pietro e Giovanni che si abbandona da un lato
- Le linee prospettiche che si incontrano sulla testa di Gesù
- La finestra dietro Gesù come un'aureola di luce
Esercizio
Perché l'Ultima Cena cominciò a sfaldarsi così presto?
- Fu dipinta su una tela che marcì
- Leonardo dipinse su intonaco asciutto invece che a vero affresco
- Fu danneggiata dalle bombe del 1943
- Leonardo
- refettorio
- iconografia
- prospettiva centrale
- Guardare l'arte: la prospettiva
- Compianto sul Cristo morto
- affresco, tempera e olio
- glossario
- Gioconda
- guida sulla Gioconda
- Leonardo e Michelangelo
- Rinascimento italiano
- Che cos'è la prospettiva lineare? Come funziona e come trovarla
- Affresco, tempera e olio – la differenza tra le tecniche pittoriche
- La Gioconda: il dipinto più famoso di Leonardo spiegato
- Leonardo e Michelangelo – rivali con concezioni diverse dell'arte
- Guide