Leonardo e Michelangelo – rivali con concezioni diverse dell'arte

La differenza tra Leonardo da Vinci (1452–1519) e Michelangelo (1475–1564) è che Leonardo era pittore, scienziato e inventore, alla ricerca della luce, dell'aria e della morbidezza nella Gioconda e nell'Ultima Cena, mentre Michelangelo si considerava soprattutto uno scultore e costruiva tutto attorno al corpo umano possente, nel David e nella volta della Cappella Sistina. Furono attivi a Firenze contemporaneamente intorno al 1504, ricevettero l'incarico di dipingere ciascuno una scena di battaglia nella stessa sala e non si stimavano.

Fatti

Due generazioni nella stessa città

Leonardo nacque nel 1452 a Vinci, vicino a Firenze, e si formò nella bottega del Verrocchio. Era di una generazione più anziano di Michelangelo, nato nel 1475 e cresciuto a Firenze vicino alla famiglia Medici. Quando Leonardo tornò a Firenze intorno al 1500, dopo quasi vent'anni a Milano, era già famoso per l'Ultima Cena. Michelangelo era da poco diventato noto a Roma per la sua Pietà e stava per scolpire il David.

Nella rete dell'app e nelle pagine degli artisti si vedono i luoghi in cui operarono anno per anno. Furono a Firenze contemporaneamente dal 1501 al 1505 e poi a Roma per alcuni anni intorno al 1513–1516, prima che Leonardo si trasferisse in Francia, dove morì nel 1519. Michelangelo visse altri 45 anni.

La rivalità

Quando il David fu terminato, nel 1504, venne nominata una commissione di artisti per decidere dove collocare la statua, e Leonardo ne faceva parte. Nello stesso anno ad entrambi fu commissionata una grande scena di battaglia per le pareti della Sala del Consiglio in Palazzo Vecchio: a Leonardo la battaglia di Anghiari, a Michelangelo la battaglia di Cascina. Era una gara tra i due artisti più famosi della città, e tutta Firenze la seguì.

Nessuno dei due dipinti fu terminato. Leonardo sperimentò una nuova tecnica che non resse, e Michelangelo fu chiamato a Roma dal papa prima di essere andato oltre il cartone. Entrambi andarono perduti, e oggi li conosciamo attraverso copie e schizzi. Secondo un aneddoto dell'epoca, Michelangelo derise apertamente Leonardo perché non aveva mai portato a termine il suo grande monumento equestre a Milano. La rivalità era reale.

Leonardo: la luce, l'aria e l'incompiuto

Leonardo considerava la pittura l'arte suprema, perché poteva mostrare tutto ciò che l'occhio vede: luce, ombra, aria e distanza. Studiò anatomia, piante, acqua e il volo degli uccelli e riempì migliaia di pagine di appunti in scrittura speculare. Nella pittura sviluppò lo sfumato, le transizioni morbide senza contorni netti, che rendono impossibile definire il sorriso della Gioconda. Vedi la guida su sfumato e chiaroscuro e la guida sulla Gioconda.

Lavorava lentamente e lasciò molto incompiuto. Solo quindici–venti dipinti circa sono oggi ritenuti interamente o in parte suoi. L'Ultima Cena la dipinse con una tecnica propria su intonaco asciutto per poter lavorare con calma, e cominciò a staccarsi già in vita sua; approfondisci nella guida sull'Ultima Cena.

Michelangelo: il corpo e il marmo

Michelangelo si considerava uno scultore. Sosteneva che la figura fosse già nella pietra e che il suo compito fosse liberarla. Il David, alto 517 centimetri e scolpito da un blocco che altri avevano abbandonato, mostra ciò che voleva: un corpo ideale, teso, in riposo prima della battaglia. Affermava, contrariamente a Leonardo, che la scultura fosse superiore alla pittura.

Eppure fu costretto a dipingere. La volta della Cappella Sistina, 1508–1512, la realizzò malvolentieri su incarico di papa Giulio II; in una poesia si lamentò del lavoro e scrisse di non essere un pittore. Ma anche lì è il corpo a reggere tutto. Nella Creazione di Adamo le figure sono scolpite con il colore, con contorni e muscoli ben definiti, e il cielo è quasi vuoto. In seguito divenne architetto, con la Biblioteca Laurenziana a Firenze e la cupola di San Pietro a Roma.

Due modi di vedere

In Leonardo il confine tra figura e ambiente è morbido. La luce fluttua, lo sfondo svanisce in una foschia azzurra e le persone sembrano pensare. In Michelangelo il contorno è netto e il corpo riempie l'immagine. Il movimento sta nei muscoli, nella torsione di una spalla, e i contemporanei parlavano della sua terribilità, ciò che nelle sue opere è sopraffacente e quasi spaventoso.

Chi imparò da entrambi fu Raffaello, che arrivò a Firenze nel 1504. Nella Scuola di Atene si dice che Platone abbia avuto i tratti di Leonardo, e l'Eraclito pensoso in primo piano viene di solito interpretato come un ritratto di Michelangelo. Vedi la guida La Scuola di Atene – chi è chi e Che cos'è il Rinascimento?

Dove vederli

Le opere di Leonardo sono sparse: la Gioconda al Louvre, l'Ultima Cena in Santa Maria delle Grazie a Milano, l'Annunciazione e l'Adorazione dei Magi agli Uffizi di Firenze. Michelangelo è più facile da riunire: il David alla Galleria dell'Accademia e le Cappelle Medicee a Firenze, la Pietà, la Cappella Sistina e San Pietro a Roma.

A Firenze puoi vedere in un giorno i luoghi dove gareggiarono; la guida Arte da vedere a Firenze indica il percorso. L'epoca si trova nel percorso italiano, sotto il Rinascimento.

Come distinguerli

Esercizio

Quale incarico ricevettero contemporaneamente Leonardo e Michelangelo a Firenze?