Iconografia e attributi dei santi: come leggere i simboli nell’arte
L’iconografia è lo studio di ciò che le immagini rappresentano e dei simboli che usano. Santi e dèi si riconoscono spesso dagli attributi, oggetti o animali precisi sempre raffigurati con loro: le chiavi per Pietro, la ruota per Caterina, il fulmine per Zeus.
Fatti
- La parola: Dal greco eikon, immagine, e graphein, scrivere o descrivere
- Tre livelli: Il modello di Erwin Panofsky del 1939: ciò che si vede, i simboli e il significato profondo
- Attributi: Oggetti o animali che identificano una persona: chiavi, ruota, leone, frecce
- Gli evangelisti: L’angelo di Matteo, il leone di Marco, il bue di Luca, l’aquila di Giovanni
- Uso: Riconoscere le figure nelle immagini sacre, nei miti e nelle allegorie
Che cos’è l’iconografia
Un’opera d’arte può essere letta su più livelli. Lo storico dell’arte Erwin Panofsky descrisse nel 1939 tre passi: prima ciò che si vede, per esempio un uomo, una spada e una bestia simile a un drago. Poi quale storia o persona l’immagine rappresenta, per esempio san Giorgio e il drago. E infine che cosa significava ai suoi tempi, per esempio come la lotta contro il male riflettesse un evento politico. Il passo intermedio è l’iconografia, ed è qui che entrano gli attributi.
In passato la maggior parte della gente non sapeva leggere, e le immagini servivano a raccontare a tutti le storie bibliche e le leggende dei santi. Gli artisti usavano perciò un linguaggio visivo comune e riconoscibile. Oggi molti codici sono dimenticati, ma si possono imparare. Temi come la Bibbia e la mitologia sono buoni punti di partenza, e i concetti sono nel glossario.
Gli attributi dei santi
Un attributo è un segno di riconoscimento, di solito legato alla vita o al martirio del santo. Pietro ha le chiavi del regno dei cieli, Paolo una spada e un libro, Caterina una ruota, Barbara una torre, Lorenzo una graticola, Sebastiano frecce, Bartolomeo la propria pelle scorticata e un coltello, Lucia gli occhi su un piatto, Agnese un agnello, Girolamo un leone e Maria Maddalena un vasetto d’unguento. La Vergine Maria è spesso dipinta con un giglio o in blu.
Gli evangelisti hanno ciascuno il proprio animale: Matteo un angelo o un uomo, Marco un leone, Luca un bue e Giovanni un’aquila. Nella Vocazione di san Matteo del Caravaggio è la luce, non un angelo, a indicarlo. I santi dipinti da Giotto in Italia e da Albertus Pictor nelle chiese svedesi sono mostrati con segni simili. Le persone sante hanno spesso un’aureola, un disco di luce attorno al capo.
San Giorgio e la Morte
San Giorgio, che uccide il drago e salva la figlia del re, si riconosce dall’armatura, dalla lancia e dal drago. Nella Storkyrkan di Stoccolma si trova San Giorgio e il drago di Bernt Notke (1489), una statua di legno che celebra la vittoria di Sten Sture sui danesi a Brunkeberg nel 1471. Qui il drago è diventato un simbolo politico: il male è il nemico.
La Morte è raffigurata come uno scheletro, spesso con falce o clessidra. La Morte che gioca a scacchi, dipinta in una chiesa svedese da Albertus Pictor, mostra un motivo popolare: nessuno sfugge alla morte, re o contadino che sia. Leggi di più alla voce morte come tema e nella guida alla natura morta e vanitas, dove teschi e clessidre hanno la stessa funzione.
Gli dèi e le allegorie
Anche gli dèi greci e romani hanno attributi. Zeus o Giove ha il fulmine e l’aquila, Poseidone un tridente, Atena un elmo e una civetta, Hermes sandali alati e un bastone con serpenti, Apollo una lira e una corona d’alloro, Artemide un arco, Afrodite o Venere una conchiglia, colombe e rose, Eracle una clava e una pelle di leone, e Dioniso grappoli d’uva. La Nascita di Venere di Botticelli la mostra su una conchiglia.
Le allegorie usano lo stesso sistema per le idee. La Giustizia ha una benda, una bilancia e una spada. Il Tempo ha clessidra e falce. Negli Ambasciatori di Holbein un teschio deformato si nasconde in primo piano, e nei Coniugi Arnolfini di van Eyck l’unica fiamma di candela accesa nel lampadario e il cane significano fedeltà e presenza. Vedi anche le guide a come leggere un dipinto e alle parti di una chiesa.
Come riconoscerlo
- Attributi: chiavi, ruota, torre, frecce, leone o agnello
- Aureola come segno di santità
- Gli animali degli evangelisti: angelo, leone, bue, aquila
- Gli strumenti degli dèi: fulmine, tridente, lira, arco
- Allegorie con bilancia, clessidra o teschio
- Colori e fiori dal significato fisso, come il giglio per la purezza
Esercizio
Quale santo è di solito raffigurato con le chiavi?
- Pietro
- Caterina
- Sebastiano
- Bibbia
- mitologia
- glossario
- Vocazione di san Matteo
- Caravaggio
- Giotto
- Albertus Pictor
- San Giorgio e il drago
- Bernt Notke
- La Morte che gioca a scacchi
- morte
- natura morta e vanitas
- Nascita di Venere
- Botticelli
- Ambasciatori
- Holbein
- Coniugi Arnolfini
- van Eyck
- leggere un dipinto
- parti di una chiesa
- Come leggere un dipinto: un metodo passo dopo passo
- Natura morta e vanitas: il linguaggio nascosto degli oggetti
- Che cos'è il Rinascimento? L'arte, gli artisti e le caratteristiche
- Le parti di una chiesa – dall'abside al portico
- Il Ritratto dei coniugi Arnolfini: il simbolismo dello specchio, del cane e dei segni nascosti
- Gli ambasciatori di Holbein: il teschio e i simboli
- Guide