Che cos'è il decostruttivismo? Gehry, Hadid e Libeskind

Il decostruttivismo è un movimento architettonico che prese il nome da una mostra al Museum of Modern Art di New York nel 1988. I suoi edifici rompono con angoli retti e simmetria attraverso forme spezzate, inclinate e apparentemente instabili. Frank Gehry, Zaha Hadid, Daniel Libeskind e Rem Koolhaas sono tra i nomi più noti.

Fatti

La mostra che diede il nome

Nel 1988 il Museum of Modern Art di New York presentò la mostra Deconstructivist Architecture, curata da Philip Johnson e Mark Wigley. Riuniva sette architetti: Frank Gehry, Daniel Libeskind, Rem Koolhaas, Peter Eisenman, Zaha Hadid, Coop Himmelb(l)au e Bernard Tschumi.

Lavoravano in modi diversi e non erano un gruppo, ma i loro progetti avevano qualcosa in comune: spezzavano la forma chiusa dell'edificio in frammenti, facevano inclinare i muri e scivolare i piani. Il nome univa due fonti, il costruttivismo russo degli anni Venti e il concetto di decostruzione del filosofo francese Jacques Derrida.

Gehry e Bilbao

Il Museo Guggenheim di Bilbao di Frank Gehry, aperto nel 1997, divenne il grande successo popolare del movimento. L'edificio è un insieme di forme ondulate e scintillanti rivestite di sottili lastre di titanio che riflettono il cielo e il fiume. Lo studio di Gehry usò un programma informatico dell'industria aeronautica per poter calcolare e costruire le forme complesse.

Il museo trasformò una città industriale in declino in una meta turistica, e da allora l'espressione effetto Bilbao si usa per le città che sperano che un edificio spettacolare attiri visitatori e investimenti. Quanto spesso l'effetto possa davvero ripetersi è oggetto di discussione.

Libeskind e il Museo ebraico

Il Museo ebraico di Berlino di Daniel Libeskind, completato nel 1999 e aperto al pubblico nel 2001, mostra che la forma spezzata può portare significato. L'edificio ha una pianta a zigzag come un fulmine, e la sua facciata di zinco è tagliata da strette fessure oblique come ferite.

All'interno del museo ci sono vuoti che attraversano tutto l'edificio e in cui i visitatori non possono entrare, un'immagine di ciò che fu distrutto nella Shoah. Qui le forme del decostruttivismo sono usate non come spettacolo ma per suscitare sentimenti di perdita e di smarrimento.

Hadid e Koolhaas

Zaha Hadid cominciò con forme taglienti e spigolose, come in una caserma dei pompieri per l'azienda di mobili Vitra del 1993, e sviluppò poi edifici fluidi e ondulati come l'Heydar Aliyev Center di Baku e il MAXXI di Roma. Nel 2004 fu la prima donna a ricevere il Pritzker Prize, il premio più prestigioso dell'architettura.

Rem Koolhaas e il suo studio OMA progettarono la sede della CCTV a Pechino, due torri inclinate che si incontrano in alto in un angolo a sbalzo. La forma sfida l'idea di come dovrebbe essere un grattacielo e si è guadagnata il soprannome di «i grandi pantaloni».

Come riconoscere il decostruttivismo

Cerca edifici dove pochi muri sono verticali e pochi angoli sono retti. Le forme sembrano scontrarsi o scivolare via, la facciata può essere rivestita di metallo che riflette l'ambiente, e le finestre stanno ad angoli inattesi. L'edificio deve sembrare in movimento, quasi come se non fosse finito.

Il movimento sfuma nell'odierna architettura parametrica, dove i computer servono a dare forma agli edifici, e nei moderni landmark scultorei. Per saperne di più sul periodo vedi la pagina sull'architettura contemporanea, e confronta con la guida all'architettura postmoderna.

Come riconoscerlo

Esercizio

Dove fu presentata nel 1988 la mostra che diede il nome al decostruttivismo?