Swedish Grace o funkis? La differenza spiegata

Lo Swedish Grace, o classicismo nordico, è il classicismo leggero e semplificato degli anni Venti: facciate simmetriche, intonaco liscio, piccole finestre in grandi pareti, colonne sottili e frontoni bassi. Il funkis, affermatosi in Svezia nel 1930, rinuncia alla simmetria e ai dettagli classici e mostra invece la struttura dell'edificio con finestre a nastro orizzontali, tetti piani, finestre ad angolo e pianta libera. Entrambi gli stili hanno pareti lisce e chiare, ed è per questo che vengono confusi. Il passaggio dall'uno all'altro si vede con la massima chiarezza in un solo e medesimo architetto: Gunnar Asplund.

Fatti

Due stili che da lontano sembrano simili

Il classicismo nordico si sviluppò poco prima e dopo la prima guerra mondiale. Gli architetti volevano qualcosa di più sereno rispetto al pesante mattone del romanticismo nazionale e presero a modello i palazzi signorili gustaviani e le semplici fattorie italiane. All'estero lo stile prese il nome di Swedish Grace dall'esposizione svedese di Parigi del 1925. Gli edifici sono intonacati in colori chiari, ocra, rosa pallido o bianco, e le forme classiche restano, ma più sottili, più basse e talvolta deformate con spirito giocoso.

Il funzionalismo venne dal continente, dalla Villa Savoye di Le Corbusier e dall'edificio del Bauhaus di Walter Gropius. Una struttura portante in cemento faceva sì che la parete non dovesse più reggere il peso, e poteva essere aperta con lunghe finestre. Entrambi gli stili hanno superfici lisce, ma per ragioni del tutto diverse: nel classicismo la parete liscia è un muro classico semplificato, nel funkis un sottile involucro attorno a una struttura.

Il percorso di Asplund dal tribunale all'esposizione

Gunnar Asplund mostra il passaggio meglio di chiunque altro. La Villa Snellman a Djursholm, 1917–1918, sembra un semplice palazzo signorile, ma ha finestre che non sono allineate in verticale. Il tribunale di Sölvesborg ha un'aula rotonda in un edificio quadrato. La Biblioteca civica, 1924–1928, fu progettata dapprima con una cupola, ma Asplund la eliminò, così che restò solo un cilindro su un cubo. Qui il classicismo è ridotto a pura geometria, a un passo dal modernismo.

Il passo fu compiuto due anni dopo. Come architetto capo dell'Esposizione di Stoccolma del 1930, Asplund progettò leggeri padiglioni di vetro e acciaio con bandiere, insegne al neon e un alto pennone pubblicitario. Il funzionalismo si affermò in Svezia nel giro di un'estate, e nel 1931 Asplund e altri cinque pubblicarono il manifesto «acceptera». Il suo ampliamento del municipio di Göteborg, 1934–1937, mostra poi un modernismo più maturo, in cui la griglia della facciata prosegue la partizione dell'edificio antico. Al Cimitero del Bosco sono presenti entrambi gli stili: la piccola Cappella del Bosco del 1920 e il Crematorio del Bosco del 1940.

Cinque modi per vedere la differenza

Il primo è la simmetria. Una casa degli anni Venti ha quasi sempre un asse centrale con l'ingresso al centro e un uguale numero di finestre per lato. Una casa funkis è organizzata secondo i locali interni e perciò spesso asimmetrica. Il secondo sono le finestre. Il classicismo nordico ha finestre piccole e verticali, spesso a piccoli riquadri e distanziate in una grande parete. Il funkis ha finestre a nastro orizzontali, finestre ad angolo e un'alta e stretta fascia finestrata al vano scale.

Il terzo è il tetto. Il classicismo ha spesso tetti a padiglione o a falde spezzate con tegole o lamiera di rame, il funkis tetti piani o con una pendenza così bassa da non vedersi. Il quarto sono i dettagli. Colonne sottili, frontoni bassi, urne, nicchie, obelischi e finestre rotonde appartengono al classicismo. Il funkis ha invece ringhiere tubolari in acciaio, balconi a sbalzo e pensiline. Il quinto è come l'edificio poggia al suolo. Le case classicistiche posano pesantemente su uno zoccolo, mentre il funzionalismo preferisce sollevare l'edificio su pilastri o arretrare il piano terra.

Altri confronti

La Sala dei concerti di Ivar Tengbom a Hötorget, con dieci alte colonne corinzie davanti a un cubo blu, è lo Swedish Grace nella sua forma più monumentale. A Helsingborg si può vedere come uno stesso edificio abbia cambiato stile: Sven Markelius vinse negli anni Venti il concorso per la sala da concerti con un progetto classicista, nel 1927 si recò al Bauhaus di Dessau e ridisegnò l'edificio da capo. Fu inaugurato nel 1932 come edificio bianco e liscio con foyer vetrato.

Lo stesso percorso seguì Alvar Aalto in Finlandia, dalla Casa dell'Associazione operaia di Jyväskylä del 1925 al sanatorio di Paimio. Esempi svedesi di ciascuno stile si trovano nelle pagine sulle epoche Swedish Grace e funkis, e la sezione sul design mostra lo stesso cambiamento nel vetro, nei mobili e nelle porcellane sotto Swedish Grace e funkis. Ulteriori approfondimenti su ciascuno stile si trovano nelle guide al classicismo nordico e al funzionalismo.

Difficile da stabilire? Ecco come fare

Molti edifici degli anni intorno al 1930 stanno a metà strada: una casa simmetrica con tetto piano, o una casa funkis con tetto a due falde e finestre a riquadri. Il funzionalismo svedese è spesso più morbido di quello continentale, con mattone, legno e carpenteria curata. Si parte allora dalle finestre. Se sono verticali e disposte in file regolari con ampie superfici di parete tra l'una e l'altra, l'edificio tende al classicismo. Se corrono a nastro o attorno all'angolo, è funkis, qualunque sia il tetto.

Guarda poi l'ingresso. Un ingresso con inquadratura, magari un piccolo frontone o un arco a tutto sesto, è proprio del classicismo. Un ingresso sotto una pensilina a sbalzo, preferibilmente a lato della facciata, è proprio del funzionalismo. Per altre regole pratiche su forme dei tetti, finestre e materiali c'è la guida Che stile è la mia casa?.

Swedish Grace o funkis

Esercizio

Quale tratto appartiene al funkis ma non allo Swedish Grace?