Postmodernismo o neoclassicismo? Colonne con l'occhiolino
Il neoclassicismo prende l'antichità sul serio. Tra il 1750 e il 1840 circa gli architetti copiarono templi greci e romani con la massima esattezza possibile e li applicarono a musei, chiese e porte, come l'Altes Museum di Schinkel a Berlino. Il postmodernismo gioca con le stesse forme. Dalla fine degli anni Sessanta e negli anni Ottanta gli architetti citarono colonne, frontoni e archi, ma li resero piatti, ingranditi, spezzati o colorati, spesso con un occhiolino. L'Arco di Bofill a Stoccolma e il Portland Building negli Stati Uniti ne sono esempi tipici. Chiediti se la forma segue le regole o se le prende in giro.
Fatti
- Neoclassicismo: 1750–1840 circa; l'antichità come modello, con serietà ed esattezza archeologica
- Postmodernismo: 1965–1995 circa; citazioni classiche, colore e ironia
- Esempi neoclassici: Altes Museum, British Museum, Linneanum, Padiglione di Gustavo III
- Esempi postmoderni: Casa Vanna Venturi, AT&T Building, Portland Building, Arco di Bofill
- Motto: Less is a bore, la risposta di Robert Venturi al less is more di Mies
- Il segno più sicuro: Le proporzioni sono sbagliate di proposito o sono giuste?
Il neoclassicismo: l'antichità presa sul serio
Intorno al 1750 gli architetti si volsero contro l'eccesso del barocco e del rococò. Gli scavi di Ercolano e Pompei e i rilievi accurati degli edifici di Atene, pubblicati dal 1762, diedero un'immagine nuova dell'antichità come semplice e nobile. L'antichità divenne un modello morale per uno Stato ragionevole, e le copie dovevano essere corrette. Le proporzioni delle colonne, le forme dei capitelli e la distanza tra le colonne seguivano i modelli.
L'Altes Museum a Berlino, progettato da Karl Friedrich Schinkel e completato nel 1830, ha un colonnato con diciotto colonne ioniche verso il Lustgarten e all'interno una rotonda ispirata al Pantheon. Il British Museum a Londra ha una facciata meridionale con 44 colonne ioniche, modellate su templi greci dell'Asia Minore. A Uppsala il Linneanum, costruito nel 1788–1807, ha un portico con colonne doriche senza base, ispirato ai templi di Paestum. La scelta era consapevole: l'antichità greca era vista come più originaria e più severa di quella romana.
Il neoclassicismo usò le forme del tempio su edifici che non erano templi, ed è uno dei suoi tratti: un tempio con finestre è neoclassico. Ma lo faceva sul serio. Le forme dovevano conferire dignità al museo, alla chiesa o allo Stato.
Il postmodernismo: l'antichità come citazione
Negli anni Sessanta sempre più persone si stancarono delle scatole lisce del modernismo. Robert Venturi rispose al less is more di Mies van der Rohe con less is a bore, e nella casa per la madre, la Casa Vanna Venturi del 1964, divise il frontone a metà e lasciò un arco ridotto a una semplice cornice sulla facciata. I postmodernisti volevano che gli edifici tornassero a significare qualcosa e a parlare alle persone comuni, e per farlo presero in prestito dalla storia.
I prestiti non erano copie. L'AT&T Building di Philip Johnson a New York, completato nel 1984, è un grattacielo di granito rosa coronato da un frontone spezzato come su un cassettone chippendale. Il Portland Building di Michael Graves, del 1982, ha lesene stilizzate e una chiave di volta a forma di cono dipinte sulla facciata in terracotta, blu-verde e bianco crema, come un manifesto di dimensioni gigantesche. La Neue Staatsgalerie di James Stirling a Stoccarda ha una rotonda classica senza tetto e blocchi di pietra che sembrano caduti dal muro.
A Londra Venturi e Denise Scott Brown progettarono la Sainsbury Wing, l'ampliamento della National Gallery del 1991. La facciata riprende le lesene del vecchio museo, ma si raggruppano fitte vicino all'edificio principale e si diradano verso l'angolo fino a scomparire. La facciata è piatta come una quinta teatrale. È un dialogo con il classicismo, non una sua ripetizione.
L'Arco di Bofill: classicismo per abitazioni comuni
In Svezia l'Arco di Bofill (Bofills båge) presso il Fatbursparken a Södermalm è l'esempio più chiaro. Ricardo Bofill costruì intorno al 1990–1992 un isolato residenziale semicircolare che ricorda un anfiteatro romano, con lesene che attraversano più piani, cornicioni imponenti e una rigorosa simmetria. Tutto è gettato in elementi prefabbricati di cemento in toni chiari e caldi.
Confrontalo con un edificio neoclassico come il Padiglione di Gustavo III a Haga, costruito nel 1787–1792. Lì le colonne sono basse e ben proporzionate, e la casa è il rifugio privato di un re. All'Arco di Bofill la scala è gigantesca, il materiale industriale e il contenuto sono appartamenti comuni. È proprio lo spostamento, la forma del palazzo per l'inquilino, a rendere l'edificio postmoderno.
Cinque domande decisive
Osserva prima le proporzioni. Le colonne sono spesse il giusto per la loro altezza, e sono alla distanza corretta? Nel neoclassicismo sì; nel postmodernismo spesso no, di proposito. Osserva poi i dettagli: i capitelli hanno le loro volute e foglie, o sono semplificati in dischi e sfere? Il frontone è intero, spezzato, diviso o appena accennato con una cornice?
Osserva il colore e il materiale. Il neoclassicismo è bianco, grigio chiaro o intonacato in tinta chiara, in pietra o in intonaco che imita la pietra. Il postmodernismo può essere rosa, azzurro e terracotta, e pietra e cemento sono usati apertamente come lastre ed elementi. Osserva infine il contesto: un fronte di tempio su un museo del 1830 è neoclassico, un fronte di tempio su un edificio per uffici del 1985 è quasi certamente postmoderno.
Il disegno del tempio qui sotto mostra l'originale da cui partono entrambi gli stili. Un terzo stile, il classicismo semplificato degli anni Venti, è confrontato con il neoclassicismo nella guida sul neoclassicismo gustaviano e classicismo degli anni Venti. Gli stili sono descritti alle voci postmodernismo e neoclassicismo e nelle guide sull'architettura postmoderna e sul neoclassicismo in architettura.
Come distinguerli
- Colonne con proporzioni e capitelli corretti: neoclassicismo
- Colonne piatte, ingrandite o semplificate: postmodernismo
- Frontone intero sopra un portico: neoclassicismo
- Frontone spezzato, diviso o appena accennato: postmodernismo
- Bianco, grigio chiaro o intonaco chiaro: neoclassicismo
- Rosa, azzurro, terracotta ed elementi di cemento a vista: postmodernismo
- Forme classiche su uffici e case d'affitto dopo il 1970: quasi sempre postmodernismo
Esercizio
Un edificio per uffici degli anni Ottanta ha un frontone gigantesco e spezzato e lesene dipinte di rosa e azzurro. Di quale stile si tratta?
- Neoclassicismo
- Postmodernismo
- Classicismo nordico
- Altes Museum
- Arco di Bofill
- Portland Building
- British Museum
- Linneanum
- Casa Vanna Venturi
- AT&T Building
- Neue Staatsgalerie
- Sainsbury Wing
- Padiglione di Gustavo III
- neoclassicismo gustaviano e classicismo degli anni Venti
- postmodernismo
- neoclassicismo
- architettura postmoderna
- neoclassicismo in architettura
- Che cos'è l'architettura postmoderna? Caratteristiche ed esempi
- L'architettura neoclassica – come riconoscere lo stile
- Neoclassicismo gustaviano o classicismo degli anni Venti?
- Colonne doriche, ioniche e corinzie – la differenza
- Guide