L’urbanistica nella storia: scacchiere, boulevard e città giardino

L’urbanistica è l’arte di dar forma a strade, piazze, isolati e spazi verdi di una città. Fin dall’antichità le città sono state pianificate con scacchiere, mura, boulevard o giardini, e il piano rivela le idee e il potere che stavano dietro: commercio, difesa, ordine o un ideale di vita.

Fatti

La scacchiera e i romani

Le città più antiche crebbero senza piano, con strade tortuose attorno a una piazza o a un santuario. Ma già nel V secolo a.C. l’architetto greco Ippodamo di Mileto pianificò città con una scacchiera rettangolare in cui le strade dividevano la città in isolati uguali. La scacchiera era razionale, facile da misurare e permetteva di distribuire equamente i lotti.

I romani ripresero l’idea. I loro accampamenti e le città coloniali, castra, avevano due strade principali che si incrociavano al centro, cardo e decumano, con il foro all’incrocio. Grandi edifici pubblici come il Colosseo e gli acquedotti, le piazze e le terme facevano della città un sistema; leggi di più nella guida all’architettura romana. L’epoca è trattata alla voce antichità.

Città medievali e città ideale del Rinascimento

Le città medievali crebbero in modo organico, spesso dentro le mura, con strade strette che seguivano il terreno e una piazza con chiesa e municipio al centro. Ne possono nascere ambienti vivaci e intimi. Molte città nordiche, come Visby e la Città Vecchia di Stoccolma, portano ancora tracce del piano medievale. Vedi il Medioevo.

Nel Rinascimento si sognavano città ideali che riflettessero l’ordine matematico. Palmanova in Italia, fondata nel 1593, è una fortezza a stella con nove punte e strade che si irradiano da una piazza esagonale. La prospettiva, che guidava l’occhio verso un punto lontano, divenne uno strumento di pianificazione; leggine nella guida alla prospettiva lineare.

Assi barocchi e boulevard dell’Ottocento

Il barocco pianificava su grande scala con assi, rotonde e piazze pensate per impressionare. Intorno al 1585–1590 papa Sisto V fece tracciare strade rette tra le chiese di Roma per agevolare il cammino dei pellegrini. Versailles, di Louis Le Vau e del giardiniere André Le Nôtre, mostrò il potere in forma di viali infiniti che si irradiano dalla camera del re.

Nell’Ottocento le città crebbero fortemente con l’industria. Il barone Haussmann ricostruì Parigi nel 1853–1870 con ampi boulevard, parchi e facciate uniformi, in parte per migliorare igiene e traffico, in parte per poter controllare le sommosse. Ildefons Cerdà disegnò la scacchiera di Barcellona, l’Eixample, nel 1859, con angoli smussati, e a Vienna la Ringstrasse fu costruita sui vecchi bastioni dal 1857.

La città giardino, il funzionalismo e Vällingby

Come reazione alle città industriali anguste e sporche, Ebenezer Howard propose nel 1898 la città giardino: piccole città con abitazioni, luoghi di lavoro e verde. Letchworth in Inghilterra, fondata nel 1903, fu la prima. Le Corbusier andò nella direzione opposta e propose torri nei parchi, con una rigida divisione di abitare, lavoro, svago e traffico; vedi l’Unité e la guida al funzionalismo. Gli svedesi mostrarono presto l’idea all’Esposizione di Stoccolma del 1930.

Vällingby a Stoccolma, pianificata da Sven Markelius e inaugurata nel 1954, divenne un modello: una città ABC con lavoro, abitazione e centro, collegata dalla metropolitana. Il Programma del milione del 1965–1974 costruì un milione di abitazioni in Svezia ma fu criticato per la grande scala. Brasília, progettata da Lúcio Costa con Oscar Niemeyer e inaugurata nel 1960, mostra la città moderna delle idee a forma di aeroplano. L’epoca è trattata alla voce modernismo.

Come riconoscerlo

Esercizio

Chi propose la città giardino nel 1898?