Modernismo del dopoguerra

Cemento a vista, mattoni e grandi piani: l’architettura dello stato sociale e del brutalismo.

Dopo la seconda guerra mondiale si costruì su una scala mai vista prima: abitazioni, periferie, scuole, ospedali e centri culturali. Il modernismo divenne più pesante e più legato ai materiali. Il cemento a vista (béton brut), il mattone lucido e volumi massicci e scultorei sostituirono la bianca leggerezza degli anni Trenta.

Dopo la seconda guerra mondiale l’Europa doveva essere ricostruita, e gli stati sociali costruirono abitazioni, scuole e ospedali su scala enorme. Lo resero possibile metodi industriali con elementi prefabbricati in cemento. Il brutalismo, dal béton brut di Le Corbusier, voleva mostrare i materiali con onestà. Negli anni Sessanta e Settanta crebbero le critiche al gigantismo e alle demolizioni dei vecchi centri storici.

La Svezia costruì più abitazioni per abitante di quasi ogni altro paese. Appartengono a questo periodo Vällingby, le periferie del miljonprogrammet (il «programma del milione»), la Sergels torg e il Kulturhuset, e le chiese in mattoni di Sigurd Lewerentz.