Il realismo nell’arte: Courbet, Millet e le immagini del quotidiano

Il realismo è un movimento artistico della metà dell’Ottocento che rappresenta persone comuni, lavoro e vita quotidiana senza idealizzazione né drammaticità. Gli artisti volevano dipingere la propria epoca com’era e ruppero con la richiesta dell’accademia di soggetti mitologici e storici.

Fatti

Un’arte di ciò che esiste

Dopo la rivoluzione del 1848 crebbe la richiesta di un’arte che rappresentasse la vita della gente comune. Gustave Courbet divenne il capofila del movimento. Il suo Funerale a Ornans (1849–1850) è largo più di sei metri e mostra un funerale di provincia con notabili, preti e contadini a grandezza naturale. Un formato così grande era stato usato fino ad allora solo per la pittura di storia e i soggetti religiosi, e molti critici trovarono il dipinto brutto e irriguardoso.

Quando nel 1855 a Courbet fu negato uno spazio all’Esposizione universale di Parigi, egli fece costruire un padiglione tutto suo nei pressi e lo chiamò Le Réalisme. Così la corrente ebbe il suo nome. Lo scrittore Champfleury sosteneva lo stesso ideale in letteratura, e romanzi come Madame Bovary di Gustave Flaubert (1857) condividevano la stessa volontà di descrivere la realtà con sobrietà.

Contadini, operai e caricature

Jean-François Millet dipinse contadini al lavoro, come Le spigolatrici (1857), dove tre donne si chinano su un campo mietuto per raccogliere ciò che resta. L’immagine nasce da un rispetto sincero, ma alcuni contemporanei la giudicarono politicamente minacciosa. Honoré Daumier realizzò migliaia di litografie per i giornali, attaccando i potenti, e i suoi dipinti di passeggeri di terza classe sul treno mostrano la gente comune con grande serietà.

Rosa Bonheur divenne una delle artiste più celebri del secolo con i suoi quadri di animali, tra cui La fiera dei cavalli, e studiò le bestie nei macelli e nei mercati. Dimostra che il realismo poteva essere anche un modo per dare alle donne un posto nel mondo dell’arte.

Il realismo si diffonde

In Russia nel 1870 un gruppo di artisti fondò la Società dei Peredvižniki, gli Ambulanti, che organizzò mostre itineranti in tutto il paese; vedi i Peredvižniki. Il’ja Repin dipinse nei Battellieri del Volga, terminato nel 1873, uomini sfiniti che trainano una chiatta, con un’acutezza psicologica che lo rese famoso. Negli Stati Uniti Winslow Homer rappresentò i bambini di campagna e la lotta con il mare, e Thomas Eakins dipinse chirurghi e canottieri con precisione scientifica; vedi il realismo americano.

In Svezia un’ondata analoga arrivò negli anni Ottanta dell’Ottocento, quando un gruppo di giovani artisti, gli Oppositori, protestò contro l’accademia e volle dipingere ciò che vedeva: vita quotidiana, paesaggi e persone. Molti avevano imparato la pittura en plein air e il realismo in Francia. Anche il danese P.S. Krøyer, con i suoi pescatori sulla spiaggia, appartiene alla tradizione nordica.

Il realismo e ciò che venne dopo

La fotografia, diffusa dalla metà dell’Ottocento, influenzò il realismo in più modi. Diede ai pittori nuovi modi di vedere, con inquadrature inattese e istantanee, ma assunse anche il ruolo di documentazione, così i pittori cercarono qualcosa di più. Édouard Manet proseguì la libertà di Courbet dipingendo Olympia, e gli impressionisti fecero il passo successivo.

Oggi la parola realismo si usa in molti modi: per ciò che somiglia alla realtà, per un pittore come Courbet e per correnti successive come il realismo socialista e l’iperrealismo. Conviene quindi distinguere il realismo come movimento storico, circa 1840–1880, dalla pittura realistica in generale. Leggi di più nelle guide al romanticismo e al modernismo.

Come riconoscerlo

Esercizio

Chi fece costruire un padiglione tutto suo nel 1855 e lo chiamò Le Réalisme?