La pop art: cos’è? Warhol, Lichtenstein e le opere chiave

La pop art è un movimento artistico degli anni Cinquanta e Sessanta che trae i soggetti da pubblicità, fumetti, cinema e beni di consumo. Gli artisti cancellarono il confine tra cultura alta e cultura bassa e usarono spesso tecniche dell’industria tipografica, come la serigrafia e i punti di retino.

Fatti

Da Londra a New York

La pop art nacque in Gran Bretagna. Un gruppo chiamato Independent Group si riunì a Londra all’inizio degli anni Cinquanta per discutere di pubblicità, fantascienza e cultura di massa americana. Nel 1956 l’artista Richard Hamilton realizzò il collage Just what is it that makes today’s homes so different, so appealing?, spesso detto la prima opera pop: un salotto pieno di elettrodomestici, un culturista e una scatola di prosciutto. La parola pop è associata al critico britannico Lawrence Alloway e fin dall’inizio si riferiva alle immagini della cultura di massa popolare più che a uno stile pittorico.

Negli Stati Uniti il terreno fu preparato da artisti come Jasper Johns e Robert Rauschenberg, che mescolavano oggetti quotidiani e pittura. A loro volta avevano imparato da Marcel Duchamp e dalla sua Fontana. Negli anni Sessanta New York divenne il centro della pop art.

Warhol e Lichtenstein

Andy Warhol aveva lavorato come illustratore pubblicitario e capiva come si vendono le immagini. Le sue Campbell’s Soup Cans del 1962, trentadue tele con una zuppa diversa ciascuna, furono esposte per la prima volta a Los Angeles e fecero di una scatola di zuppa di pomodoro un’opera d’arte. Poi aprì lo studio The Factory a New York e realizzò in serigrafia immagini di Marilyn Monroe, Elvis Presley e bottiglie di Coca-Cola, spesso in serie per mostrare come la produzione di massa svuoti un’immagine della sua individualità. In un’intervista del 1963 disse di voler essere una macchina, una frase spesso citata per riassumere la sua indifferenza verso l’originalità e il segno della mano.

Roy Lichtenstein ingrandì vignette di fumetti fino a farne dipinti giganteschi e imitò a mano i loro punti di retino. Opere come Whaam! (1963) prendono il soggetto da un fumetto di guerra, ma ne fanno uno studio freddo di come emozione e azione si esprimono con la linea e le campiture di colore.

Il pop oltre l’Atlantico e nel Nord

In Gran Bretagna David Hockney proseguì con le sue piscine assolate e Peter Blake con i collage; nel 1967 Blake ideò, con Jann Haworth, la copertina di Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band dei Beatles. Claes Oldenburg, nato a Stoccolma nel 1929, realizzò sculture molli di hamburger e telefoni e divenne noto per i suoi oggetti giganteschi.

In Svezia Öyvind Fahlström è considerato un innovatore precoce. Le sue immagini simili a mappe e a giochi, piene di figure da cartone animato, mescolano politica, cultura popolare e gioco, e la sua arte fu esposta al Moderna Museet di Stoccolma, che fu tra i primi a mostrare l’arte contemporanea americana.

Che cosa voleva la pop art e che cosa ha lasciato

I critici discutono da tempo se la pop art celebri la società dei consumi o la critichi. Probabilmente fa entrambe le cose: ama le superfici e i colori, ma mostra anche come tutto si trasformi in merce. Prendendo i soggetti dalla pubblicità, inoltre, liquidò l’idea del genio solitario e del grande quadro serio che il modernismo aveva esaltato.

L’eredità si vede in artisti successivi come Jeff Koons, Takashi Murakami e Yayoi Kusama, i cui pois e le cui zucche si vendono come immagini e come oggetti. Il pop ha colorato anche la grafica, i manifesti e la moda; vedi anche i manifesti nella sezione design. Appartiene all’arte del dopoguerra e porta all’età contemporanea.

Come riconoscerlo

Esercizio

Quale artista è noto per le serigrafie di lattine di zuppa e di Marilyn Monroe?