L’età d’oro olandese: Rembrandt, Vermeer e la pittura del Seicento

L’età d’oro olandese è il Seicento, quando i Paesi Bassi settentrionali divennero il paese commerciale più ricco d’Europa e la loro arte fiorì. A comprare i dipinti erano i borghesi, non la Chiesa o la corte, e gli artisti si specializzarono in ritratti, paesaggi, nature morte e scene di vita quotidiana.

Fatti

Un paese che comprava quadri

Dopo una lunga guerra d’indipendenza contro la Spagna le province del nord divennero di fatto indipendenti e la pace fu formalizzata nel 1648. Il paese era protestante e calvinista, e le chiese non si riempivano di pale d’altare come nei paesi cattolici. L’arte non aveva né un re né un papa come committente. I soldi venivano invece da mercanti, armatori e artigiani che avevano guadagnato con il commercio mondiale, per esempio con la Compagnia delle Indie orientali, fondata nel 1602.

Ne risultò uno dei primi veri mercati dell’arte della storia. I quadri si compravano nelle botteghe dei mercanti e alle fiere, e anche case abbastanza comuni avevano vari dipinti alle pareti. Poiché il mercato era vasto e i prezzi bassi, i pittori si specializzavano: uno dipingeva vedute di canali, un altro fiori, un terzo battaglie navali. Era un modo efficace per diventare abili e noti, ma molti artisti vivevano anche in costante ansia per le proprie finanze.

Rembrandt e il ritratto

Rembrandt fu il grande ritrattista di Amsterdam. La Ronda di notte (1642), ritratto di gruppo di una compagnia di moschettieri civici, ruppe con la solita disposizione in file rigide e diede invece movimento e luce drammatica; vedi la guida al barocco. Frans Hals a Haarlem dipinse persone ridenti e vivaci con pennello rapido, e Judith Leyster, una delle poche donne divenute maestre nella propria gilda, dipinse musicisti e figure giocose.

I ritratti dicono qualcosa sulla società. I ricchi mercanti volevano mostrare il proprio rango, ma il calvinismo esigeva sobrietà, perciò abiti neri e colletti bianchi sono comuni. Divenne una sorta di ritratto di status senza sfarzo.

Vita quotidiana, luce e natura morta

La grande novità dell’arte olandese fu la vita quotidiana. Johannes Vermeer a Delft dipinse stanze silenziose con donne che leggono, pesano perle o versano latte, con luce che entra da una finestra a sinistra. La sua Ragazza con l’orecchino di perla, del 1665 circa, è una cosiddetta tronie, una testa di carattere, non il ritratto di una persona precisa. Di lui si conoscono solo 34–37 opere. Pieter de Hooch dipinse luminose case e cortili borghesi, e Jan Steen case disordinate con umorismo e morale.

Jacob van Ruisdael dipinse paesaggi sotto alte nuvole, con mulini a vento e boschi scuri, e Rachel Ruysch fiori con una precisione sontuosa. La natura morta era un genere a sé e spesso portava un messaggio sulla brevità della vita; leggi di più nella guida alla natura morta e vanitas e su temi come il paesaggio, gli interni e la vita quotidiana.

Perché finì e perché conta

Dopo il 1672, detto l’Anno del disastro, quando il paese fu attaccato da Francia e Inghilterra e conobbe disordini interni, la congiuntura declinò e il gusto si volse a uno stile più francese ed elegante. I grandi maestri morirono, e il Settecento portò un altro schema. Ma l’età d’oro lasciò un’eredità: l’idea che ogni soggetto valga la pena di essere dipinto.

L’arte olandese influenzò tutta l’Europa, anche la Svezia, dove David Klöcker Ehrenstrahl aveva viaggiato nei Paesi Bassi e riportò a casa le lezioni apprese. Cerca formati piccoli, superfici dettagliate, luce chiara, colori terrosi e soggetti quotidiani. A Delft si sviluppò inoltre una ceramica blu e bianca; vedi il piatto di Delft nella sezione design. L’edificio del Rijksmuseum ad Amsterdam custodisce ancora la collezione più famosa del paese, e l’epoca è descritta più da vicino alle voci età d’oro olandese e barocco.

Come riconoscerlo

Esercizio

Perché il mercato dell’arte divenne così grande nei Paesi Bassi nel Seicento?