Le opere più importanti del Novecento

Tra le opere più importanti del Novecento ci sono Les Demoiselles d’Avignon di Picasso (1907), che aprì la strada al cubismo, I Dieci Maggiori di Hilma af Klint (1907), la Fontana di Duchamp (1917), Guernica di Picasso (1937), Autumn Rhythm di Pollock (1950), le Campbell’s Soup Cans di Warhol (1962) e Spiral Jetty di Smithson (1970). Ciascuna cambiò ciò che l’arte poteva essere: come si costruisce un’immagine, che cosa può raffigurare e se debba necessariamente essere un’immagine.

Fatti

1905–1918: l’avanguardia rompe l’immagine

Il secolo comincia con Les Demoiselles d’Avignon, che Picasso dipinse a Parigi nel 1907. Cinque donne sono frantumate in piani angolosi e mostrate da più lati contemporaneamente, e due di loro hanno il volto simile a una maschera. Il dipinto scioccò perfino i suoi amici e aprì la strada al cubismo. Lo stesso anno Hilma af Klint dipinse a Stoccolma I Dieci Maggiori, immagini alte oltre tre metri sulle età dell’uomo con spirali e forme floreali, che tenne nascoste al pubblico.

La Danza di Matisse, del 1910, fa di tre colori e cinque corpi rossi un cerchio di movimento, e la Composizione VII di Kandinskij, del 1913, è un turbinio di colore e linee senza oggetti. Il russo Kazimir Malevič si spinse più in là e nel 1915 mostrò un quadrato nero su fondo bianco. A Stoccolma Sigrid Hjertén dipinse nel 1916 il suo Interno di atelier in colori forti e piatti. Per saperne di più c’è l’epoca dell’app l’avanguardia.

1917: un oggetto diventa arte

Nel 1917 Marcel Duchamp inviò un orinatoio a una mostra a New York, rovesciato su un lato e firmato «R. Mutt». Fontana fu rifiutata, e l’originale scomparve, ma la domanda che pose ha segnato l’arte da allora: un oggetto già pronto può essere arte, e chi lo decide? In un sondaggio tra esperti d’arte del 2004 fu indicata come l’opera d’arte moderna più influente. Leggi la guida Che cos’è un ready-made?

Il periodo tra le due guerre: sogni, ordine e protesta

I surrealisti cercavano il sogno e l’inconscio. Il Tradimento delle immagini di Magritte, del 1929, mostra una pipa con la scritta «Questa non è una pipa», e la Persistenza della memoria di Dalí, del 1931, lasciò sciogliere gli orologi da tasca in un paesaggio desolato. Nello stesso tempo Mondrian cercava un’armonia universale con linee nere e tre colori primari, come in Composizione con rosso, blu e giallo del 1930.

Guernica di Picasso, del 1937, è l’immagine più famosa della guerra del secolo. La dipinse in circa cinque settimane dopo il bombardamento della città basca, in nero, bianco e grigio, e fu mostrata all’Esposizione universale di Parigi lo stesso anno. Le Due Frida di Frida Kahlo, del 1939, trasformano una crisi personale in un’immagine di due identità nello stesso corpo. Per saperne di più c’è l’epoca del periodo tra le due guerre.

Dopo il 1945: New York e la pop art

Dopo la guerra il centro dell’arte si spostò a New York. Jackson Pollock stese la tela sul pavimento e vi fece gocciolare il colore, e Autumn Rhythm del 1950 non ha né centro né bordo. Mark Rothko lasciò fluttuare grandi campi di colore dai contorni morbidi uno sull’altro, come in Rust and Blue del 1953; vedi la guida Che cos’è l’espressionismo astratto?

Intorno al 1960 arrivò la reazione. Le Campbell’s Soup Cans di Andy Warhol, del 1962, 32 lattine di zuppa quasi identiche, portarono in galleria le immagini della pubblicità e degli scaffali dei supermercati. Leggi la guida sulla pop art e l’epoca del secondo dopoguerra.

Fuori dal museo

Dagli anni sessanta molti artisti volevano lasciare lo spazio bianco delle gallerie. Siri Derkert incise nel 1965 ritratti e citazioni sulla pace e sui diritti delle donne nelle pareti di cemento della stazione della metropolitana di Östermalmstorg a Stoccolma, in Incisioni nel cemento. Robert Smithson costruì nel 1970 Spiral Jetty, una spirale di pietra lunga 460 metri che si spinge nel Great Salt Lake, nello Utah, a volte sommersa dall’acqua e a volte affiorante, bianca di sale. Un’opera simile non si può né comprare né spostare né appendere a una parete.

Non-Violence di Carl Fredrik Reuterswärd, una rivoltella con la canna annodata, fu realizzata dopo l’assassinio di John Lennon nel 1980 e dal 1988 si trova davanti al Palazzo di Vetro delle Nazioni Unite a New York. La performance art fece infine del corpo e del tempo dell’artista l’opera stessa. Marina Abramović mise alla prova i limiti del corpo dagli anni settanta, e la sua The Artist Is Present al MoMA nel 2010 prosegue quella tradizione in un nuovo secolo.

Perché molte opere sono mostrate senza foto

Chi sfoglia le opere del Novecento nell’app vede che molte sono mostrate con una tavolozza dei colori dell’opera invece di una foto. Dipende dal diritto d’autore. In Svezia e nel resto dell’UE un’opera è protetta fino al settantesimo anno dopo la morte dell’artista, e una foto di un’opera protetta non può essere mostrata liberamente anche se il fotografo ha concesso alla propria foto una licenza libera. Le opere di Picasso, Duchamp, Dalí e Warhol sono quindi ancora protette, mentre quelle di Matisse, Hilma af Klint e Sigrid Hjertén sono oggi libere.

La tavolozza è un modo per dire comunque qualcosa dell’opera. Confronta volentieri due immagini fianco a fianco in Confronta, per esempio Les Demoiselles d’Avignon e Guernica, e osserva come i colori di Picasso cambiarono in trent’anni. La guida Che cos’è il modernismo? inserisce le opere in un contesto più ampio.

Le opere in breve

Esercizio

Quale opera pose nel 1917 la questione se un oggetto già pronto possa essere arte?